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Depurare il fegato con il rabarbaro
Inviato da Redazione GI il 23-11-2010 17:18
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Le proprietà salutari del rabarbaro sono note fin dall’antichità. Grazie al sapore aromatico e gradevole, questa pianta è ingrediente essenziale nelle tisane depurative e digestive. I principi attivi (resine, tannini, acidi organici e composti antrachinonici) sono concentrati nel rizoma, la porzione sotterranea del fusto.

Il rabarbaro è per eccellenza uno dei rimedi naturali maggiormente utilizzati per la cura della stipsi. Le cause dell’intestino pigro sono numerose e, talvolta, basta correggere le abitudini alimentari. Quando si nota una certa predisposizione però, le erbe depurative possono essere un ottimo rimedio e, nel caso della stitichezza, il rabarbaro è il più valido dei rimedi naturali.

A piccole dosi il rabarbaro è un ottimo regolatore dell’intestino mentre, a dosi più elevate, agisce come purgante. I preparativi a base di rabarbaro aiutano anche a depurare il fegato e hanno proprietà astringenti e disinfettanti della mucosa intestinale.

Dal momento che i suoi principi attivi sono molto potenti, è bene dosare il quantitativo che se ne assume. Durante l’allattamento è sconsigliato, in quanto le sostanze amare passano nel latte risultando sgradevoli al neonato.

Come rimedio all’intestino pigro si può ricorrere alla polvere di rabarbaro. Saranno sufficienti 0,5 g di polvere sciolti in poca acqua tiepida per avere l’effetto desiderato. In alternativa si può ricorrere al decotto, mettendo a bollire per pochi minuti un pizzico di rizoma con 100 ml d’acqua.

Oltre ad essere un ingrediente essenziale per le tisane depurative, il rabarbaro può essere anche utilizzato come riflessante per capelli biondi. Dopo aver fatto bollire 20 g di rizoma essiccato in un litro d’acqua per una decina di minuti, bisogna filtrare il liquido e lasciarlo intiepidire. Si applica poi il decotto sui capelli lavati, a più riprese. Dopo averlo lasciato agire per 10 minuti si passa al risciacquo.

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