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Eugenia, la pianta dei chiodi di garofano
Inviato da Redazione GI il 10-07-2013 14:52
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Chiodi di garofano

Nome scientifico: Syzygium aromaticum (sin. Eugenia caryophyllata)

Famiglia: Mirtacee

 

 

Il chiodo di garofano è un esotico parente del mirto sardo. Il nome scientifico Eugenia deriva da Eugenio di Savoia Carignano, un Asburgo del XVIII sec. particolarmente dedito alle scienze. Il nome comune deriva dalla somiglianza con i chiodi, in tedesco Nagel, dalla cui storpiatura è scaturito il termine garofano.

Originari delle Molucche, nell’Oceano Indiano, giunsero in Europa nel IV-V sec. d.C., ma si diffusero (ovviamente tra le classi agiate) solo dopo le crociate. Per secoli furono commercializzati in esclusiva da Olanda e Portogallo, finché i Francesi trafugarono alcune piante da porre nelle proprie colonie, rendendoli più accessibili a tutti.

 

 

Com’è fatto: alberello di 10-15 m d’altezza, sempreverde, aromatico in ogni sua parte. La chioma, tondeggiante, è data da foglie ovali-lanceolate, verde scuro, che presentano, in trasparenza, numerosi puntini traslucidi, ricchi d’olio essenziale. Le infiorescenze, a pannocchia, sono composte ciascuna da 20-25 fiori color cremisi e giallo. I frutti vengono prodotti dopo 10 anni dall'impianto e la pianta vive circa 60 anni.

 

Dove si coltiva: in Tanzania, Zanzibar, Indonesia, Madagascar, isole Comore e Brasile. In Italia è coltivabile in piena terra solo nelle zone più miti e riparate del Sud Italia, mentre nel Nord va allevato in vaso. è reperibile nei vivai specializzati in piante tropicali.

 

Come si coltiva: soffre sotto gli 8 °C e nel Nord va ricoverato in serra calda o veranda da ottobre ad aprile. Necessita di una posizione più all’ombra che al sole e di un substrato sempre leggermente umido, anche se ben drenato, leggermente acido. Le annaffiature devono essere regolari durante tutta la bella stagione e solo un po’ più diradate d’inverno. Si concima in primavera e in autunno con un prodotto granulare per acidofile. Le piantine in commercio provengono da seme e impiegano almeno 5 anni prima di fiorire.

 

Come si raccolgono e si conservano: i cosiddetti “chiodi” non sono altro che i boccioli rosati dei fiori, i quali vengono raccolti a mano uno per uno, prima che si schiudano, in due periodi dell'anno, da metà a tarda estate a poi ancora a metà inverno. Vengono immersi in acqua bollente per pochi minuti e poi essiccati al sole finché, da rossi che erano, divengono rosso scuro, ruvidi al tatto, perdono due terzi del loro peso e, se schiacciati fra le dita, lasciano tracce oleose. Un albero produce in media 3 kg di chiodi l’anno. Si conservano ben chiusi in barattoli di vetro scuro.

 

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