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Malattie fungine delle piante, la sclerotinia
Inviato da Redazione GI il 03-07-2013 13:20
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Nome scientifico: Sclerotinia cinerea, S. laxa, Monilinia laxa (tutti su alberi da frutto), S. homeocarpa (su tappeto erboso), S. sclerotiorum (su orticole e aromatiche)

 

 

Che cos’è: malattia fungina che determina un rapido avvizzimento nelle piante erbacee e la comparsa di macchie sui frutti negli alberi da frutto.

 

Quali piante attacca: le piante da frutto, sia pomacee sia drupacee, le graminacee da prato, le piante da orto (soprattutto cavoli e insalate) e le aromatiche perenni.

 

Dove si manifesta: su tutte le parti aeree delle diverse specie vegetali.

 

Come si manifesta e che danno provoca: sugli alberi da frutto colpisce tutti gli organi della pianta: rami, foglie, fiori e frutti; sui rami c’è la formazione di cancri rameali con fuoriuscita di abbondante essudato gommoso; sulle foglie si notano macchie rossastre su entrambi i lembi, tendenti al disseccamento con formazione di muffa sul lembo superiore; i fiori vengono colpiti a fioritura avanzata: l'attacco provoca l'imbrunimento e poi il disseccamento; sui frutti compaiono muffe circolari di colore giallastro.

Sulle agrostidi e la poa si può manifestare la Moria dell'erba (“Dollar Spot”), che causa disseccamenti rotondeggianti di pochi centimetri di diametro, all'interno dei quali l'erba scompare rapidamente. Sulle aromatiche determina il disseccamento delle foglie che rimangono sui rametti senza cadere; in seguito si seccano anche i rametti.

Sulle orticole comporta maculature scure sul fogliame, che si ricoprono di una muffa biancastra e spesso vengono attaccate da altri funghi patogeni; la pianta attaccata tende a marcire se la stagione è piovosa, a imbrunire e seccarsi con tempo più secco.

 

Quando colpisce: la malattia si perpetua da un anno all’altro attraverso il fogliame e i frutti caduti a terra, dove rimangono (anche per 10 anni) le spore fungine (“semi”), che si sviluppano durante il periodo primaverile, favorite da temperature miti (intorno ai 20 °C) accoppiate a umidità elevata e piccoli veli d’acqua (per esempio dopo una pioggia o se l’irrigazione bagna il fogliame).

 

Come si previene: la malattia viene favorita da una concimazione azotata squilibrata (sia eccessiva, sia carente), da un’illuminazione carente e da un eccessivo addensamento. Per prevenirla, evitate le condizioni appena descritte. Raccogliete ed eliminate prontamente le foglie e i frutti caduti, per ridurre la fonte di contagio; tagliate e distruggere i rami e/o gli esemplari colpiti. Su piante già attaccate l’anno precedente, effettuate trattamenti preventivi, dopo ogni pioggia.

 

Come si cura: appena compaiono i sintomi, trattate con fitofarmaci o chimici di sintesi (a base di propiconazolo o ciprodinil), o ammessi in agricoltura biologica (a base di ossicloruro di rame, solfato di rame, poltiglia bordolese ecc. oppure contenenti il fungo Coniothyrium minitans).

 

Articolo di Elena Tibiletti.

 

 

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