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Malattie della melanzana: riconoscerle e curarle
Inviato da Redazione GI il 25-06-2013 13:15
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La pianta della melanzana, come la maggior parte delle orticole, può essere colpita da numerose avversità di diverso genere: batteri, funghi patogeni e insetti parassiti. Ecco una classificazione delle più frequenti, con descrizione e cura.

 

I batteri
Le malattie batteriche comprendono la maculatura batterica e il cancro batterico: la prima si manifesta con macchie nere sempre più grandi sulle foglie e sui fusti; la seconda con macchie nere e marciumi sui fusti e gambi.

• Si prevengono evitando di danneggiare le piante e irrigando senza mai bagnare con l’acqua le piante, oppure utilizzando piantine innestate, che sono più robuste.

• Si curano solo parzialmente irrorando le piante con un prodotto antifungino. Sarebbe preferibile eliminare le piante troppo ammalate.

 

Le malattie fungine
Comprendono botrite, mal bianco, peronospora, Pythium e rizoctonia. Sono tutte favorite dall’irrigazione sul fogliame e in eccesso: per prevenirle, bagnare solo la terra intorno alle piante senza mai esagerare e trattare con un prodotto antifungino dopo piogge intense.

• La botrite o muffa grigia si manifesta con un rammollimento dei piccioli che sostengono foglie e fiori, che si ripiegano e appassiscono; si nota una peluria grigia o biancastra nelle zone più molli, che si inumidiscono e marciscono; i frutti si coprono di una sottile muffa biancastra che li fa marcire.

• Il mal bianco o oidio colpisce le foglie, i germogli e i frutti, provocando prima la comparsa di una patina biancastra, dall’aspetto farinoso e polveroso; poi le parti colpite prendono un colore bronzeo e si seccano; i frutti hanno uno sviluppo stentato o un feltro grigiastro che li ricopre rendendoli immangiabili.

• La peronospora provoca all’inizio sulle foglie uno scolorimento, che ingiallisce e poi diventa nerastro, traslucido e argenteo; poi l’annerimento si estende a tutta la foglia, che infine si secca e cade; anche sui frutti appare uno scolorimento e poi un imbrunimento sulla buccia, che corrisponde a lesioni nella polpa (il frutto diventa immangiabile); la pianta può morire.

• Il Pythium aggredisce le radici, provocandone il marciume; la pianta appassisce rapidamente; può apparire una specie di muffa bianca al colletto.

• La rizoctonia colpisce le radici, il colletto e i germogli e si manifesta prima sotto forma di macchie nere che poi vengono ricoperte da una specie di manicotto di colore bianco.

• Per tutte le malattie, le parti colpite vanno eliminate subito e altrettanto immediatamente bisogna irrorare bene le piante con un prodotto antifungino che riporti in etichetta l’impiego contro la malattia in questione.

 

I parassiti
Gli insetti parassiti comprendono afidi, dorifora, mosca bianca, nottue, tripidi e Tuta absoluta.

• Gli afidi o “pidocchi delle piante” sono piccoli insetti gialli, verdi o neri, con o senza ali, che aggrediscono i germogli, spesso formando dei “manicotti” attorno agli steli; succhiano la linfa facendo cadere fiori e frutticini e indebolendo la pianta; lasciano cadere una sostanza appiccicosa che attira le formiche e fa sviluppare un fungo nero, la fumaggine; possono anche trasmettere pericolosi virus da una pianta all’altra.

• La dorifora è un grosso coleottero ovale, color crema solcato da righe longitudinali nere; le larve sono arancione-rosso, con capo e zampe nere. Sia gli adulti, sia soprattutto le larve danneggiano l’intera pianta, fusti, foglie, fiori e frutti, divorando le parti vegetali con le robuste mandibole.

• La mosca bianca delle serre o aleurodide attacca soprattutto le piante sotto serra o tunnel. Si tratta di minuscoli insetti che formano colonie numerose sulla pagina inferiore delle foglie; si alzano in volo se la foglia viene sfiorata e poi si posano nuovamente. Succhiano la linfa indebolendo la pianta e possono trasmettere pericolosi virus tra le piante.

• Le nottue sono i bruchi di farfalle, dannosi perché, durante la notte, escono dal loro nascondiglio sotto la terra, risalgono sulle piante e mangiano i lembi fogliari, lasciando solo la nervatura. La pianta si indebolisce e smette di produrre.

• I tripidi sono insetti minuscoli, difficili da vedere se non staccando una foglia, dove si appoggiano numerosi, e scuotendoli sul palmo della mano. Attaccano le foglie dove appaiono piccole macchie tonde rossastre, e i fiori che si deformano e cadono; possono trasmettere pericolosi virus da una pianta all’altra.

• La Tuta absoluta o falena o tignola o minatrice del pomodoro è un nuovo parassita arrivato nel 2008 dal Sud America. Colpisce prevalentemente il pomodoro ma fa danni anche sulla melanzana. Le larve, prima crema, poi verdi, infine rosa, lunghe 7 mm, scavano gallerie nelle foglie, che si seccano e cadono, nei fusti che anneriscono e si seccano, e nei frutti che marciscono e cadono.

 

Come eseguire i trattamenti
Una volta evidenziato il prodotto migliore per il vostro problema, abbiate cura di effettuare il trattamento in tutta sicurezza e seguendo alcune semplici accortezze:
• proteggete le mani con un paio di guanti;
• non abbondate con il prodotto. Non è necessario e può anzi essere controproducente;
• effettuate il trattamento solo sulle piante che ne hanno bisogno;
•rispettate gli eventuali tempi di carenza. Essendo le orticole destinate al consumo alimentare, è bene che il prodotto non sia più presente quando si effettua il raccolto;
• preferite le ore meno calde della giornata per irrorare le piante col prodotto, quindi di mattina presto o ancora meglio nelle ore serali.

 

Ecco il nostro video tutorial per riconoscere il vostro nemico e combatterlo con efficacia:

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