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La pacciamatura naturale nell'orto
Inviato da Redazione GI il 07-06-2013 10:51
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Chi ha la fortuna di coltivare un orto sa bene quale fastidio possano creare le erbe infestanti: rubano le sostanze nutritive alle piantine, rendendo meno soddisfacente il raccolto. Questo è solo uno dei motivi per pacciamare il terreno.

 

La pacciamatura ha molti vantaggi: oltre a quello appena citato, permette di trattenere più a lungo il terreno umido, riparandolo dal sole dei mesi più caldi. Come per l'acqua, lo strato pacciamante contribuisce a lasciare nel suolo anche gli altri materiali utili: un esempio potrebbe essere il concime, sparso sulle prode in precedenza per aiutare le piantine nella crescita.

Il materiale più utilizzato è quello che, appunto, viene chiamato telo pacciamante: si tratta di un materiale solitamente in plastica nera o in tessuto non tessuto. Questo va però necessariamente posato prima della messa a dimora delle piante e va rimosso alla fine del ciclo culturale. È una soluzione comoda, ma richiede un corretto smaltimento finale ed è meno indicato per chi desidera avere un orto biologico al 100%.

In alternativa il terreno può essere ricoperto con i materiali pacciamanti che la natura ci fornisce: in questo modo si effettuerà qualcosa che già abitualmente si verifica in qualsiasi bosco o area con grandi alberi e piante; il suolo viene preservato sia nella stagione fredda dalle foglie cadute d'inverno, sia in quella calda grazie all'erba stessa.
Se per le piante da fiore e le siepi vengono preferiti il lapillo vulcanico e la corteccia, per l'orto si può scegliere di adagiare sulle file uno strato di paglia.

Oltre all'aspetto naturale e ambientale, uno dei vantaggi di questa scelta è di poter effettuare il lavoro sia prima sia dopo la messa a dimora delle piante. Nel primo caso sarà necessario creare gli spazi, mentre nel secondo si tratterà di sistemare la paglia facendo in modo che emergano solo le orticole.

Lo strato di materiale pacciamante deve avere uno spessore di circa 10cm: questo perché gi agenti atmosferici tenderanno poi ad appiattirlo e assottigliarlo. Inoltre, essendo materiale organico, col tempo si ridurrà e si mescolerà al terreno stesso: questo è sia un pregio sia un difetto. Se da un lato contribuirà ad arricchire il suolo, dall'altro bisognerà ripetere l'operazione della pacciamatura una seconda volta a circa metà del ciclo, assicurandosi che il terreno sia effettivamente coperto.

 

In aiuto alle piantine, prima di mettere la pacciamatura, e se non lo si ha già fatto in precedenza, è possibile aggiungere al terreno del concimante: è importante non aggiungerlo durante la messa a dimora per non danneggiare le radici, ma è necessario cospargerlo o molto tempo prima o proprio in questo momento (e/o più avanti nel ciclo).

 

Ecco il nostro video tutorial sulla pacciamatura biodegradabile:

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