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Come coltivare i gerani con successo
Inviato da Redazione GI il 05-06-2013 15:36
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Difficile pensare a un balcone o un giardino senza gerani. Eppure, negli ultimi anni il geranio ha visto un calo di popolarità: il parassita Cacyreus marshallii ha creato molti problemi. Oggi, che è più noto e riconosciuto, può essere combattuto fin da maggio, evitando così che si diffonda sulle piante, dove le sue larve verdi divorano fiori e foglie e perforano i fusti.

 

Come coltivarlo
Il geranio si acquista generalmente in aprile-maggio, già in fiore, dal momento che il costo è modesto e non vale la pena di riprodurlo da seme. Le piante vanno trasferite subito in contenitori più grandi oppure in ciotole profonde, con terra ricca e fertile. Richiedono concimazione abbondante per tutta la stagione e acqua solo quando il terreno si è asciugato per evitare marciumi alle radici. Hanno bisogno di pieno sole; è normale verso metà luglio, quando le temperature superano anche di notte i 24 °C, assistere a un periodo di stasi, con una ripresa della fioritura dopo la metà di agosto quando il clima si rinfresca. I gerani superano bene l'inverno in serra o veranda, sopra i 12 °C.

 

Varietà da sperimentare
Ogni anno appaiono nuove varietà di geranio classico (zonale), peltato o parigino (ricadente) e imperiale o grandiflorum (fiori grandi con petali spesso arricciati, che si aprono subito sopra le foglie senza formare i lunghi steli tipici dello zonale). Le varietà con fiori chiari e con foglie variegate preferiscono una posizione ombreggiata nelle ore più calde. Sono in corso sperimentazioni per ottenere gerani gialli o azzurri, due colori per ora assenti. I gerani con fiore a stella, di origine australiana, sono molto belli ma un po' più delicati e temono molto i ristagni idrici.

 

Rinvaso e moltiplicazione
Le piantine si invasano in contenitori profondi, singoli o in gruppi a distanza media di 25-30 cm secondo le varietà. La moltiplicazione per talea avviene facilmente, soprattutto verso metà agosto, collocando uno stelo sano lungo 15-20 cm in un vasetto con terra fertile e sabbiosa, da conservare in inverno in ambiente luminoso sui 15 °C.

 

Curiosità
• Originario del Sud Africa, il geranio fu introdotto in Europa dai mercanti olandesi che commerciavano con le Indie Orientali.
• Il nome comune "geranio" viene dal greco gerànion, cioè "becco di grù" per la particolare forma che assume il frutto. Il nome Pelargonium, con lo stesso significato, fu dato due secoli fa quando la pianta era già nota e diffusa con il suo nome più comune.

 

Come curarli dalle malattie
• Buchi sui fusti? Sono provocati dal parassita Cacyreus, un lepidottero molto dannoso di cui si può vedere anche la farfallina, piccola e marrone. Da combattere con prodotti bio contro i lepidotteri.
• Il fusto si annerisce alla base? Marciume da ristagno idrico, non curabile. L'acqua non deve mai ristagnare nel terreno e nel sottovaso.
• Niente fiori? Probabilmente c'è poco sole oppure la pianta non è sufficientemente nutrita. Concimare con prodotti ad alto titolo di azoto.
• Fusti lunghi, foglie pallide? Scarsità di luce, frequente in serra in inverno. Potare e creare migliore illuminazione.

 

Da abbinare a...
• In vaso con il geranio è bene non mettere nulla: si tratta di una pianta molto esigente dal punto di vista nutritivo. Meglio accostare altre piante, ma in vasi diversi, e con le medesime esigenze di luce e di sole: un classico è la petunia, classica o nelle nuove versioni ricadenti. Quelle a fiore piccolo, come le Calibrachoa, sono particolarmente durevoli e resistenti in fioritura.
• Sempre per le affinità di esposizione soleggiata, si può pensare alla lantana nana, alle daliette e  crisantemi per la seconda parte dell'estate e ai fiori stagionali come la dimorfoteca, le roselline e il penstemon.

 

Ecco la nostra playlist dei video tutorial sulla coltivazione dei gerani:

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