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Alberi longevi per crescere insieme
Inviato da Redazione GI il 22-05-2013 14:32
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Si può decidere di piantare un albero per tanti motivi. In concomitanza con una nascita è però utile scegliere specie longeve, che possono effettivamente accompagnare la crescita, l’età adulta e, a volte, sopravvivere oltre la persona. Ma non tutti gli alberi sono ugualmente duraturi. Così come non tutti sono adatti a climi rigidi piuttosto che molto caldi. Infine non tutti occupano lo stesso spazio.

 

Gli ultracentenari (ma lenti a crescere):
azzeruolo, carrubo, castagno, cipresso, corbezzolo, faggio, ginepro, magnolia grandiflora, mandorlo, noce,  olivo, olmo, querce (tutte), platano, sofora.

Quelli che vivono quanto noi:
albero di Giuda, alloro, betulla, carpini, ciliegio, frassini, gelsi, ippocastano, limone, melo, melograno, mirto, pero, pini, pioppi, sorbi, tiglio.

Al Nord e in zone fredde:
albero di Giuda, azzeruolo, betulla, carpini, castagno, cerro, ciliegio, cipresso, faggio, farnia, frassini, gelsi, ginepro, ippocastano, magnolia grandiflora, melo, noce, olmo, pero, pino nero, pino silvestre, pioppi, platano, rovere, sorbi, tiglio.

Al Nord con protezione invernale:
alloro, corbezzolo, melograno, olivo.

Al Sud:
alloro, azzeruolo, carrubo, castagno, ciliegio, cipresso, corbezzolo, frassini, gelsi, leccio, limone, mandorlo, melograno, mirto, noce, olivo, pino domestico, pino d’Aleppo, sughera.

Mini, da vaso, allevare ad alberetto:
corbezzolo, ginepro, limone, melograno, mirto, olivo.

Midi, per giardini piccoli o medi:
albero di Giuda, alloro, azzeruolo, cipresso, corbezzolo, gelsi, ginepro,  limone, magnolia grandiflora, mandorlo, melo, melograno, mirto, olivo, pero, pioppo cipressino, sorbi.

Maxi, solo per grandi spazi:
betulla, carpini, carrubo, castagno, cerro, ciliegio, cipresso, faggio, farnia, frassini, gelsi, ippocastano, leccio, magnolia grandiflora, noce, olivo, olmo, pino nero, pino silvestre, pioppi, rovere, platano, tiglio.

Le piante da evitare
Alcuni alberi, anche se longevi e belli, vanno evitati, come il tasso, la robinia, il maggiociondolo, l’albero dei rosari e l’oleandro, che sono velenosi; l’agrifoglio (anche tossico), la palma nana e la cycas, le cui fronde “pungono”; il ginkgo biloba, la sofora, il liquidambra, i cedri (conifere) e le tuie, che sono esotici e poco adatti a rappresentare una “storia familiare italiana” e il suo paesaggio.  Il ginkgo biloba, inoltre, se è femmina, dopo i 20 anni incomincerà a produrre i frutti assolutamente maleodoranti (e non c’è modo di sapere se la piantina appena acquistata sia maschio)! Altri invece sono più o meno maestosi, ma decisamente poco longevi (attorno al mezzo secolo): abeti e larici, aceri, catalpa, eucalipti, mimose,  paulonia, quercia rossa, salici, sambuco e tamerici rischiano di scomparire quando l’ex fanciullo è appena entrato negli “anta”.

Più in generale, con l’arrivo di un bimbo il giardino e il terrazzo vanno analizzati per eliminare o tenere sotto stretto controllo tutte le piante velenose: fra le “insospettabili” ma comunissime, i gigari, la berretta da prete, il colchico (e in generale buona parte dei bulbi), i solanum, l’edera, l’elleboro, il lauroceraso, il ricino, rododendri e azalee, il tabacco ornamentale, la brugmansia ecc.

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