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Piantare un albero, un regalo al nuovo nato
Inviato da Redazione GI il 22-05-2013 13:50
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Come farsi ricordare dal nuovo nato quando crescerà, e al tempo stesso avvicinarlo con naturalezza al giardinaggio? Dedicandogli una piantina, sua e solo sua, che crescerà forte e robusta con lui!

Fiocco rosa o fiocco azzurro? Poco importa! L’importante è che finalmente, dopo la fatidica attesa dei nove mesi, sia nato! C’è un dono festoso, un tempo molto in auge nella civiltà contadina da cui discendiamo noi Italiani, che ultimamente sta riprendendo piede, complici anche le Istituzioni che l’hanno ripreso da un ventennio: piantare un albero dedicato al piccino. Sarà il "suo" albero, crescerà con lui, accudito come lui dai parenti, gli farà compagnia nella crescita, diventerà forte e alto, e quando il bimbo sarà divenuto ormai un adulto potrà ricordarsi di chi l’ha piantato, anche se magari non sarà più lì con lui…

 

DOVE PIANTARE L’ALBERO?
Per la buona riuscita del progetto il primo presupposto è quello di possedere un giardino in forma duratura, cioè con la previsione di rimanere lì dove abitate perlomeno fino alla maggiore età del piccolo. Se non è così, potete ripiegare su una specie da coltivare in vaso per alcuni anni, ponendola poi a dimora quando finalmente vi stabilirete nella casa con giardino. Se però l’unico spazio aperto rimane il terrazzo, cercate di coinvolgere qualche amico di famiglia con giardino, meglio se con figli più o meno coetanei del vostro, per mettere in seguito nel suo giardino l’albero, magari vicino a quello dell’amichetto, che sia di buon auspicio per una lunga amicizia fra loro.
Oppure allevate un arbusto dalla crescita lenta, che possa resistere a lungo in contenitore via via più grande. È invece sconsigliabile la piantagione in parchi pubblici o boschi naturali, per vari motivi, non ultimo quello della mancanza di cure che porterebbero rapidamente a morte l’alberello.
Poi, dato il significato simbolico dell’albero, è evidente che l’operazione deve avere successo. Quindi è importante che si svolga con tutti i crismi colturali, ottima premessa per una crescita sana e robusta della pianta. A partire dalla scelta della specie in base alla zona climatica e allo spazio a disposizione. La collocazione deve essere quella adatta alla specie prescelta, rispettando la distanza dai manufatti e dagli altri alberi in base allo sviluppo che l’albero avrà da adulto, e le sue esigenze in fatto di esposizione.


E COME?
Quindi si passa alla piantagione, che va eseguita a regola d’arte: scavo di una buca almeno doppia rispetto al pane radicale, ottimo drenaggio sul fondo, straterello di terriccio misto a concime, inserzione dei tutori controvento dominante, posizionamento della zolla, riempimento della buca con buon terriccio, pressatura e abbondante annaffiatura. Sarebbe bello riuscire a piantare l’alberello nel giorno esatto della nascita, ma questo presuppone, oltre ad aver già scelto la specie, acquistato la piantina in vaso e scavato la buca qualche settimana prima, che la data di nascita sia in un periodo adatto ai nuovi impianti: per i bebè estivi l’operazione va necessariamente rimandata all’autunno, e per quelli invernali nelle zone dove la terra gela va posticipata alla primavera…
Da non trascurare le cure successive: annaffiature regolari soprattutto nel primo anno dall’impianto (ma anche in seguito, nelle estati troppo asciutte), concimazioni in primavera e autunno, scerbatura almeno nei primi 5-6 anni, eventuale potatura se necessaria, osservazione dello stato di salute ecc.

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