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Albicocche da nord a sud
Inviato da Redazione GI il 21-05-2013 14:11
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Vellutato e profumato, il frutto dell’albicocco matura, secondo le varietà e l’area climatica, da maggio a luglio. Rimane uno dei pochi frutti davvero “stagionali”, proprio per questo prezioso e unico nel segnalare l’arrivo dei caldi giorni dell’estate.

 

L’ITALIA DELLE ALBICOCCHE: DALLA SICILIA...
Dalla Romagna, patria delle grosse albicocche estive, al Sud che ci regala quelle precoci (pregiate e squisite le antiche albicocche siciliane, portate nell’isola e coltivate già in epoca Romana grazie agli Arabi) e persino ai piedi delle Alpi dove, in condizioni protette e soleggiate delle colline esposte a Sud, si raccolgono i dolci frutti della ‘Ivonne Liverani’, con buccia di colore giallo intenso, o la ‘Tonda di Costigliole’, una eccellente varietà piemontese tardiva che cresce nei versanti più battuti dal sole e protetti dalle brine invernali.

...ALL’ALBICOCCA DELLE ALPI
Una delle albicocche più “nordiche” ma non per questo meno pregiata viene dall’Alto Adige: nella regione delle mele, la soleggiata Val Venosta percorsa dal fiume Adige che scende dal Passo Resia, vengono  coltivate le ‘Marillen’, ormai note ed amate anche oltre i confini della regione. Questo frutto del Sud ama un clima caldo, con molto sole, poca pioggia e tanto vento: proprio le condizioni che trova qui, a due passi dalle nevi perenni del ghiacciaio del Similaun. Inoltre, il terreno deve essere leggero e non troppo fertile, circostanze che coincidono con le condizioni disponibili nella zona. Nella zona attorno a Lasa, non distante da Merano, molti contadini ed aziende agricole hanno ripreso negli ultimi decenni con l’antica tradizione della coltivazione delle albicocche. I tipici canederli dolci ripieni di albicocche fresche, scottate in padella con lo zucchero, o con la marmellata di albicocche, diventano solo così buoni solo se preparati con i frutti locali.

SAPORI DI ROMAGNA
Tra le più note e apprezzate albicocche c’è quella romagnola ‘Reale di Imola’ con frutti allungati e sfumati di rosso, maturazione a fine giugno; altre varietà tipiche locali sono la Tonda di Tossignano, la Precoce di Imola, la Bella di Imola e altre. Oggi sono state recuperate anche antiche varietà che sopravvivevano solo in qualche dimenticato frutteto di collina: un tesoro da riscoprire anche perché sono spesso molto resistenti alle malattie tipiche di questo albero, come il biricoccolo, un albicocco incrociato in modo naturale con il susino; ha la buccia vellutata tipica dell’albicocca e la polpa dolce-acidula simile a quella della susina. La coltivazione dell'albicocco in Romagna risale alla fine dell'Ottocento e, da allora, le dolci colline che si estendono ai piedi del versante settentrionale della Vena del Gesso ogni anno, tra la fine di marzo e l'inizio di aprile, si trasformano in uno spettacolare giardino fiorito di macchie rosa.

ALBICOCCHE INTORNO AL MONDO
L’albicocco cresce bene nei climi mediterranei, ma persino in Canada viene coltivato: nella regione dell’Ontario. La varietà ‘Harcot’ è una delle più resistenti al freddo e ha poca sensibilità ai problemi di batteriosi. Il clima della California meridionale, caldo e asciutto, è l’ideale per le albicocche che qui trovano condizioni ideali. La produzione lungo le coste del Pacifico vede in prima linea i frutti da essiccazione, molto utilizzati negli USA per la prima colazione, ma anche quelli freschi; nella regione della Santa Clara Valley, fin dal 1920 vengono prodotte pregiatissime varietà che furono portate dai primi pionieri, alla fine del ‘700. Oggi la California compete con Turchia, Sudafrica, Argentina e Cile per le quantità annuali di prodotto. In Turchia, le albicocche crescono nella regione del Malatya e sono destinate soprattutto all’essiccazione. E l’Italia? Siamo i primi produttori in Europa;i nostri albicoccheti pregiati risentono della concorrenza con i paesi del Medio Oriente, ma possiamo essere orgogliosi delle “nostre” albicocche, uniche per sapore e consistenza.

 

Foto e testo tratti da "Albicocco, bello e generoso" di L. Lombroso, Giardinaggio n°5 2013

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