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Coltivazione melo, un albero buono e bello
Inviato da Redazione GI il 17-04-2013 13:59
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Aprile è il mese della fioritura dei meli, incantevoli con le loro larghe corolle rosa e bianche. Mentre i meleti italiani danno spettacolo, vale la pena di pensare a piantarne un esemplare in giardino (o anche in vaso, scegliendo quelli adatti alla vita in contenitore).

 

• Il melo è perfetto come pianta da giardino: bella e decorativa, e con un raccolto che può diventare, nel tempo, in  quantità notevoli.
• Per ottenere un buon risultato, le piante possono essere acquistate e piantate da marzo a giugno in una buca profonda e larga, in terreno ben drenato, dotando il giovane albero di un tutore per sostenerlo nelle sue prime fasi di crescita e proteggerlo dal vento che potrebbe sradicarlo. Il terriccio deve essere fertile e dopo l’impianto si irriga con generosità, compattando bene il terreno e formando una piccola conca alla base del fusto.
• Per tutto il primo anno le irrigazioni devono essere abbondanti, anche in autunno se il clima si mantiene asciutto; in seguito la pianta sarà sufficientemente robusta da limitarsi a chiedere acqua solo in estate durante l'accrescimento dei frutti.
• Facile e veloce la potatura del melo, ma è necessaria e continuativa (tutti gli anni). Chi non è esperto dovrebbe scegliere piante già formate, preferendo quelle che hanno un portamento simile alla forma naturale (vaso, globo, forma libera). Successivamente, per evitare l’alternanza di produzione (un anno poco e un anno troppo: un fenomeno naturale) e migliorare le qualità del frutto, occorre ogni anno a fine inverno effettuare un diradamento annuale dei rami produttivi: brindilli, lamburde e rami misti. Per imparare a riconoscerli è utile farsi aiutare dal vivaista o frequentare un corso di potatura.
• In estate può essere necessario sfoltire la chioma per esporre al sole i frutti e diradarne il numero, eliminando quelli più piccoli o seminascosti e ottenere così frutti grossi e di migliore qualità.
• Un parassita da tenere sotto controllo è il classico verme delle mele (Carpocapsa), che per fortuna è meno pericoloso nelle varietà antiche a frutto piccolo e polpa dura. Va combattuto ai primi segnali con irrorazioni di antiparassitari biologici e favorendo la resenza di grande biodiversità: alcuni insetti, come la Crisopa, sono nemici naturali delle larve dei frutti.

 

ALLA RISCOPERTA DELL’ANTICA MELA NAPOLETANA
• L’antica e pregiata mela Annurca, oggi classificata IGP, è tipica della Campania. Definita la regina delle mele, è una delle poche con origini meridionali. È una mela celebre per la sua polpa croccante e soda, molto succosa e dal sapore piacevolmente acidulo e aromatico, molto profumata. Molto ricca di principi nutritivi, ha un basso indice glicemico e non influisce negativamente sulla glicemia, si rivela quindi un ottimo prodotto indicato per i diabetici e per chiunque desidera un’alimentazione leggera e sana.
• Avendo una buccia sottile e delicata, viene in genere raccolta presto, quando è ancora immatura, poi il raccolto viene portato in locali freschi e asciutti. Qui, stese per terra o in cassette in un solo strato, le Annurche vengono periodicamente rigirate, sino a quando, una volta pronte, avranno acquisito il loro colore rosso naturale, alla metà di dicembre. Potrà essere conservata sino all'estate dell'anno seguente.
• Coltivato a scopo amatoriale, il melo Annurca è davvero bello sia in aprile con la sua delicata fioritura sia in estate quando la chioma è ricca di piccole mele verdi che lentamente virano al rosso verso l’autunno, prima della raccolta.

 

 

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