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Malattie delle rose: afidi e oidio
Inviato da Redazione GI il 10-04-2013 16:05
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Il momento della fioritura delle rose è spesso accompagnato dall’insorgenza di patologie. La diffusione dei parassiti esplode con la primavera: il caldo incalzante e l’umidità che la caratterizza è l’alleato perfetto. È bene dunque controllare spesso che le nostre piante siano in salute, intervenendo tempestivamente appena si notano i primi problemi.

Fra gli antagonisti principali figurano sicuramente gli afidi: piccoli insetti parassiti che si nutrono della linfa della pianta rovinandone il vigore e portando alla morte della pianta se non debellati. Sono facilmente riconoscibili e visibili su entrambe le pagine delle foglie, su cui si ammucchiano per nutrirsi. Un altro grande problema che può comparire in questo periodo è il mal bianco, conosciuto anche come oidio. Si tratta di una malattia fungina, facilmente riconoscibile dallo strato di una sostanza quasi polverosa di colore biancastro che ricopre il fogliame.

Le rose vengono colpite spesso da queste malattie e questi parassiti, i quali prediligono le piante in pieno vigore e sviluppo; ciò non toglie che attacchino anche altre famiglie, comprese le orticole. A differenza di quest’ultime, però, nel caso di rose e altre piante da giardino è possibile sfruttare l’efficacia degli antiparassitari studiati apposta per questo tipo di attacchi.

L’uso di questi prodotti è piuttosto semplice, ma è comunque necessario tenere a mente alcune informazioni importanti sia per la buona riuscita del trattamento sia per il benessere nostro e dell’ambiente.
Gli antiparassitari vanno utilizzati sugli esemplari già irrigati in precedenza, ed è importante che il prodotto riesca a raggiungere ogni parte della pianta. A questo proposito, l’utilizzo di un nebulizzatore risulta particolarmente efficace, evitando però di utilizzarlo in presenza di vento, il quale potrebbe trasportare parte dello spruzzo dove non necessario o pericoloso.
Altrettanto importante è non eccedere nella dose. La pianta deve essere completamente lucida e umida ma non gocciolare: tutto l’esemplare deve ricevere la cura in maniera omogenea e senza esagerare.
Per assicurarsi di non danneggiare altri insetti, fra cui le importantissime api, è bene effettuare il trattamento nelle ore serali, che permetteranno ugualmente alla pianta di assorbire il prodotto senza recare danni. Anche gli altri animali non devono venire a contatto con le sostanze antiparassitarie, tanto quanto altri contenitori d’acqua.

Oltre che l’ambiente e gli altri animali è fondamentale anche la propria incolumità. Nonostante non si tratti di prodotti tossici, si ha comunque a che fare con sostanze irritanti. Ecco perché l’utilizzo di guanti monouso in lattice risulta la scelta migliore, in quanto possono essere gettati subito dopo. Come ulteriore accorgimento, nel caso si debba effettuare l’operazione su un numero piuttosto elevato di esemplari, si può anche ipotizzare l’uso di una semplice mascherina, in modo da assicurarsi di non inalare alcuna sostanza.

Nel caso il problema permanga, il trattamento può essere ripetuto rispettando limiti e cadenze come riportato sulle etichette di ciascun prodotto.

 

Ecco i nostri video tutorial su com procedere:

 

 

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