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Manutenzione del prato, idee e consigli
Inviato da Redazione GI il 13-03-2013 11:51
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In primavera il prato torna a verdeggiare, ma per avere un manto perfetto bisogna fare molta attenzione a curarlo nel migliore dei modi. Questo è il periodo in cui rinnovarlo se necessario, ma soprattutto progettarlo se si ha a disposizione un nuovo appezzamento o iniziare a falciarlo nel caso di un prato già formato.

Taglio primaverile: attenzione ai guai

• Non bisogna falciare quando il terreno è secco e asciutto, ma nemmeno quando il prato è bagnato. Nel primo caso, l'erba non troverà disponibili le risorse nutritive necessarie per riprendersi dopo il taglio, mentre nel secondo si facilita la diffusione di spore fungine, portate dal tosaerba attraverso il velo d’acqua. Inoltre, l’erba bagnata e tagliata si impasta sulle lame, accumulandosi e danneggiando il tosaerba.

• Il momento ideale per il taglio in primavera è il pomeriggio di una giornata senza pioggia. In piena estate meglio tagliare verso sera quando il sole non è più bollente.

• Le lame devono essere sempre perfettamente affilate, soprattutto se si lavora con lame orizzontali (rotative), che impediscono un taglio superpreciso, garantito invece dalle lame elicoidali. Il taglio imperfetto imbruttisce l'erba e favorisce l'ingresso di virus e spore fungine.

• Rispetto all’ultimo intervento effettuato, è buona norma cambiare la direzione di tosatura, se possibile con un andamento perpendicolare alla precedente. In questo modo la superficie erbosa si mantiene più compatta. Eseguendo la tosatura con una falciatrice a lame elicoidali, e procedendo in senso “andata e ritorno”, si ottiene l’effetto a strisce in “chiaro-scuro”.

La buona idea: il prato che non si taglia

• Tosare il prato è un’operazione piacevole ma anche faticosa e impegnativa, soprattutto tra la primavera e l’inizio dell’estate quando il ritmo di crescita è elevato. Una buona alternativa è costituita da specie vegetali che non siano Graminacee: in pratica  non producono fili d’erba ma foglioline fitte, con stelo corto, che formano una superficie compatta, esente da tagli!

• Il vantaggio è chiaro, ma c’è da tener conto che si tratta di prati poco calpestabili, non adatti al gioco né al passaggio frequente. La soluzione si addice ad aree poco frequentate, dove queste specie risultano durevoli e resistenti.

• Tra le specie più adatte c’è Dichondra repens, della famiglia delle Convolvulacee: con le sue foglioline tonde forma un folto tappeto, a bassa manutenzione. In posizione soleggiata non serve nemmeno il taglio, che è necessario all’ombra solo una

volta al mese in primavera-estate, con raccolta del residuo. Non tollera la siccità e resiste al caldo solo se ben irrigata. Ottima sotto grandi alberi.

• Anche il trifoglio nano (Trifolium repens, delle Leguminose) non richiede tagli ed è resistente se non soffre l’aridità estiva; richiede poche cure, poco calpestabile ma di aspetto molto piacevole e morbido.

• Ci sono poi molte specie tappezzanti che possono coprire il terreno in aree non calpestate: per citarne solo alcune, edera, vinca, timo, lamium, margheritine...

• Quanto al prato ‘normale’ va detto che le agrostidi (Agrostis stolonifera e A. tenuis) sono molto veloci (richiedono un taglio ogni 5 giorni in primavera); Lolium e Poa sono di velocità intermedia (un taglio ogni settimana); e le specie di Festuca sono tutte lente (un taglio ogni 10 giorni, con intervalli maggiori in piena estate quando con il caldo lo sviluppo rallenta molto).

 

Ecco il nostro video tutorial sulla manutenzione del prato:

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