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Realizzare un orto: la lavorazione terreno con motozappa
Inviato da Redazione GI il 06-03-2013 12:11
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Come si fa a decidere da che parte iniziare per ottenere un buon orto anche in piccoli spazi e anche in città? Semplice: per prima cosa bisogna progettare le varietà, e poi iniziare a lavorare il terreno che ospiterà le piantine, in modo da garantirgli un substrato il più morbido possibile.

 

Il periodo migliore per effettuare le prime operazioni è il finale dell’inverno, in modo da avere circa tre o quattro settimane di pausa prima delle semine in cui il terreno è esposto agli agenti atmosferici. Per scegliere il momento più opportuno, ad ogni modo, è bene tener conto della zona climatica in cui ci si trova: al nord i lavori potranno essere rimandati molto più a lungo rispetto al sud, che con le sue temperature più miti permette di iniziare molto prima.

 

La lavorazione del terreno è necessaria e fondamentale quando si decide di coltivarlo per la prima volta: questa operazione ha svariati pregi.

Innanzitutto smuovere la terra: farà emergere eventuali sassi o altri ostacoli che potrebbero intralciare in futuro. Soprattutto nelle aree cittadine, spesso sottoterra si trovano anche scarti e piccoli massi che non sono stati esportati durante i lavori di edilizia.

In secondo luogo favorisce la futura messa a dimora delle piantine: soprattutto nel caso delle orticole, le radici inizialmente tendono a essere piuttosto fragili e di dimensioni contenute; un terriccio ben lavorato risulta più morbido, e quindi più “accogliente”. Altrettanto importante è il fatto che smuovendolo si favoreggi il ricircolo dell’aria, che ancora una volta aiuterà la crescita e lo sviluppo dell’orto.

Inoltre, la lavorazione del terreno permette di aggiungere alla terra esistente anche il concime: scegliendo prodotti di alta qualità, a lenta cessione, si potrà essere ancora più sicuri di ottenere un raccolto abbondante e di qualità.

 

Si tratta di un tipo di lavoro che può essere svolto sia manualmente sia con l’ausilio di macchinari: nel primo caso bisognerà utilizzare una vanga o una zappa, avendo l’accortezza di procedere all’indietro per non camminare sulla zona appena lavorata. Questa soluzione rimane valida per terreni di massimo 30/40mq, oltre il quale diventa troppo faticoso.

Se si ha a disposizione un terreno più grande la soluzione migliore è quella di affidarsi ad attrezzi specifici, come la motozappa. In questo caso è fondamentale innanzitutto la sicurezza: abbigliamento comodo e non troppo largo, scarpe robuste, guanti e cuffie (se il rumore prodotto è superiore agli 80 Decibel descritti per legge; l’informazione è reperibile sul libretto della motozappa).

Il terreno va lavorato a lungo, in profondità, anche soffermandosi sullo stesso punto più volte. È bene ripassare sul terreno e accertarsi che tutte le zolle vengano smosse, arieggiate e ammorbidite dalla motozappa.

 

Ecco il nostro video tutorial:

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