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Il ciliegio in giardino e sul balcone
Inviato da Redazione GI il 27-02-2013 13:46
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Alberi enormi in campagna, carichi di fiori in marzo-aprile e di frutti in giugno, ma anche alberelli nani da coltivare in balcone per soddisfare la tentazione offerta dalle ciliegie a portata di mano. Ecco alcuni consigli per coltivare i ciliegi nel vostro giardino… E non solo.

• Per il ciliegio risultano ottimi i terreni sciolti, profondi, anche sassosi: da evitare quelli argillosi e compatti, in cui ristagna l'acqua.

• La forma dell’albero dipende anche dall’innesto. Innestato sul portainnesti franco il ciliegio tende ad espandersi,  richiedendo quindi ampio spazio e diventano un grande albero alto. Innestato su amareno, invece, mantiene un portamento limitato e può essere condotto anche a spalliera, il che richiederà però potature attente e regolari. Attenzione, perché se il ciliegio è invece innestato su franco richiede molto spazio, circa 10 m tutt’intorno, dato che può arrivare fino a 8 m d’altezza e a 4-5 m in larghezza.

• Non c’è bisogno di molto concime; in terreni normali può bastare un apporto di materiale organico (letame in pellet) ogni due anni, e un po’ di concime a pronto effetto ogni anno dopo la fioritura.

• Anche le irrigazioni non sono necessarie per le piante adulte, se non si incorre in un’estate particolarmente siccitosa, ma sicuramente sono importanti nei primi due anni dopo l’impianto, abbondanti.• Uno dei vantaggi del ciliegio è che richiede potature moderate, giusto leggeri interventi dopo la raccolta per eliminare i rami secchi e sfoltire l'interno della chioma.

Ricordate che il ciliegio fruttifica solo sui rami dell’anno precedente, i quali producono frutti una volta sola ma, a loro volta, sviluppano poi rami a legno, polloni e rami a frutto, riconoscibili perché portano grossi dardi con gemme a fiore riunite in mazzetti. I fiori infatti sono portati in mazzetti, i cosiddetti “mazzetti di maggio”, verso l’apice dei rami.

• È una pianta abbastanza resistente alle malattie, e si consiglia di non piantarlo vicino a un melo, che va trattato proprio nel momento di maturazione delle ciliegie. Viene attaccato dalla mosca delle ciliegie, che colpisce i frutti delle varietà a maturazione media o tardiva, e dall’afide nero, che colpisce le cime dei rametti giovani deformandoli e accartocciando orribilmente le foglie. Si combattono al primo insorgere con le trappole gialle la mosca al momento dell’invaiatura e con il piretro naturale l’afide alla fine della fioritura.

• Sono dannose anche malattie fungine, come il corineo e la monilia che possono colpire le ciliegie quando la stagione è particolarmente umida, e contro di esse si provvede con un’irrorazione di prodotti a base di rame al primo rigonfiarsi delle gemme.

Le ciliegie devono essere raccolte ben mature sulla pianta e non si conservano allo stato fresco se non per pochi giorni, in frigorifero; alcune varietà, soprattutto le amarene, durano pochissimo e temono molto l’umidità. Sono ideali per la trasformazione in confetture e marmellate, canditi o preparazioni sotto spirito e sotto zucchero da far macerare in barattoli esposti al sole per almeno 40 giorni.

 

IL CILIEGIO ANCHE IN BALCONE
Oggi sono apparse sul mercato varietà di ciliegio a sviluppo nano o a basso fusto. La presenza di un portainnesti nanizzante come il Gisela 5 aiuta a mantenere gli esemplari in formato ridotto, poco alti ma anche poco espansi in  larghezza; un altro accorgimento utile può essere quello di coltivare i ciliegi a spalliera, soluzione ideale quando in terrazzo ci sono una serie di vasche allineate, o nei piccoli giardini, anche ai bordi dell’area destinata a giardino o a orto. Il raccolto non sarà in grande quantità, ma il piacere di staccare dall’albero qualche gustosa ciliegia da assaggiare al momento è davvero impagabile.

È importante fornire un contenitore di almeno 50 x 50 x 50 cm, inizialmente, che possono poi diventate 80 x 80 x 50 cm come vaso definitivo. Attenzione all’irrigazione, che va somministrata se necessario in piena estate, e alla concimazione, che deve essere appostata ogni anno sia in primavera sia in autunno attraverso concimi organici in ottobre e chimici in aprile.

 

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