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La potatura della vite dalla barbatella al guyot
Inviato da Redazione GI il 08-02-2013 11:14
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Coltivare la vite richiede numerosi accorgimenti, resi sicuramente meno pesanti dalla soddisfazione del raccolto. Uno dei principali lavori da eseguire è sicuramente la potatura. Questa va effettuata nei mesi freddi, durante il riposo vegetativo. L’autunno e l’inverno sono, dunque, il periodo migliore.

La potatura della vite si diversifica in base al tipo di allevamento prescelto. Uva da tavola e da vino richiedono trattamenti differenti, e anche una volta scelta la varietà del frutto si può ancora avere numerose alternative in fase di impostazione.

In un allevamento a guyot, per esempio, è bene impostare la vite in modo che nel corso dei primi anni le barbatelle (ovvero gli esemplari giovani) possano rinforzarsi e produrre in periodi più brevi.
La potatura si rende dunque fondamentale, come lo sono gli accorgimenti di cui tener conto.

Nella scelta del tralcio da preservare, è bene optare per quello che si sta sviluppando in maniera più verticale; dev’essere anche quello più consistente, che presenta cioè una formazione lignea più spessa.


Una volta che lo avrete evidenziato, dovete procedere all’eliminazione degli altri rami, che altrimenti ruberebbero la linfa. I tagli devono essere sempre netti, e più vicini possibili alla base. Altrettanto decisi dovranno essere i tagli successivi: oltre agli altri tralci, dovete eliminare i rametti che si sono sviluppati dal principale, ripulendolo.

Anche il ramo principale va potato, avendo cura di tagliare lasciando più legno possibile oltre la gemma (cioè tagliando subito sotto la prima che andrete a togliere) ma assicurandovi che il filo di coltivazione sia sempre ad un’altezza superiore. Questo perché successivamente la coltivazione vi dovrà far riferimento ma se fosse troppo alta non riuscirebbe.

 

Ecco il nostro video tutorial che vi mostra come procedere: