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La stapelia, una succulenta con i fiori
Inviato da Redazione GI il 19-12-2012 14:01
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Nome scientifico: Stapelia

Famiglia: Asclepiadacee

Come sono fatte: un centinaio di specie, originarie del Sud Africa, distinguibili tra loro quasi solo per le caratteristiche del fiore, mentre i fusti sono molto simili fra loro. Questi sono brevi, carnosi, cilindrici o angolati, dapprima eretti e poi ricurvi e striscianti quando si allungano, spesso ramificati alla base, verdi o rossastri, a formare grandi cespi larghi e bassi. In estate producono grandi fiori carnosi a cinque petali, a campanula o a stella, in colori insoliti (giallognolo, verdastro, marrone), abbastanza durevoli, ma dall’odore sgradevole che, nei luoghi d’origine, attira le mosche, gli insetti deputati all’impollinazione.

Dove si coltivano: date le piccole dimensioni, solo in vaso, da spostare in esterni tra maggio e settembre.

Come si coltivano: in vaso di plastica, di dimensioni poco più grandi rispetto al volume dei fusti. Amano un substrato sciolto, costituito per la maggior parte da lapillo vulcanico unito a un po’ di terra fertile, il tutto con un buon drenaggio sul fondo. Desiderano un luogo luminoso, esposto al sole nelle stagioni di passaggio. Le annaffiature devono essere regolari, non troppo distanziate fra loro né troppo abbondanti, durante la bella stagione. Si concimano con un prodotto specifico per piante grasse, da maggio a settembre, ogni 30 giorni. Si riproducono facilmente per talea, tagliando i fusti, lasciandoli asciugare qualche giorno e mettendoli in terra sabbiosa. In inverno vanno ricoverate in una stanza fresca, a 5-12 °C, sospendendo le annaffiature.

I loro nemici: le cocciniglie cotonose, fiocchetti bianchi localizzati alla base o attorno ai fiori; si combattono, meglio se fin dall’inizio dell’attacco, con i prodotti appositi. Il ragnetto rosso che, con il suo attacco, determina una lignificazione del fusto colpito.

Curiosità: con i loro piccoli fusti molto succulenti, suddivisi in costolature e muniti di spinule (residuo delle foglie scomparse), possono trarre in inganno e far pensare a piccoli cactus, con cui però non hanno nulla in comune. Sono così sensibili alle cocciniglie che, fra appassionati, vige il detto: “se c’è una cocciniglia, questa va sicuramente sulla stapelia”.

 

Articolo di Elena Tibiletti

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