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La rebutia: una cactacea piccola ma piena di fiori
Inviato da Redazione GI il 05-12-2012 15:14
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Nome scientifico: Rebutia

Famiglia: Cactacee

Com’è fatta: le oltre 100 specie del genere, originarie delle zone montuose di Argentina settentrionale e Bolivia, hanno tutte dimensioni contenute (10-15 cm al massimo), date da piccoli fusti di forma tondeggiante o oblunga, talora ramificati, di colori che vanno dal verde scuro al verde glauco o grigiastro. I fusti sono ricoperti da tubercoli disposti a spirale. Agli apici si localizzano le areole da cui si originano le spine, corte o lunghe, non pungenti, di colore diverso a seconda della specie. Fioriscono già all'altezza di 2 cm, a due-tre anni d'età, dalla primavera all'autunno, con corolle imbutiformi in molti colori caldi, molto grandi rispetto alle dimensioni della piantina, che durano tre-quattro giorni, aprendosi con i primi raggi del sole e richiudendosi nel pomeriggio. Ogni pianta produce fino a 70 fiori per stagione, esaurendosi nel giro di tre-quattro anni.

Dove si coltiva: sconsigliata la posizione in piena terra date le dimensioni minuscole delle piantine. In vaso, da spostare in esterni da maggio a settembre.

Come si coltiva: in vaso (diametro max 14 cm) di terracotta o ciotola, raggruppando anche specie diverse. Il terriccio deve comprendere una parte di buona terra fertile e una di sabbia grossolana per il drenaggio. Ama il sole, anche in piena estate. Va annaffiata con frequenza e moderazione nella bella stagione. Si concima con un prodotto apposito ogni 15 giorni da aprile a settembre. In inverno va ricoverata in una stanza fresca (temperatura min 8 °C), interrompendo le annaffiature.

I suoi nemici: le cocciniglie cotonose, fiocchetti bianchi localizzati alla base o fra le spine; si combattono, meglio se fin dall’inizio dell’attacco, con i prodotti appositi.

Curiosità: pianta prodiga di soddisfazioni per chi si accosta per la prima volta al giardinaggio, perché è raro che non fiorisca. Il nome viene dal francese P. Rebut, appassionato coltivatore di cactus dell'inizio del secolo scorso.

 

Articolo di Elena Tibiletti

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