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Curare le piante grasse: l’Haworthia
Inviato da Redazione GI il 30-11-2012 09:59
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Nome scientifico: Haworthia

Famiglia: Asfodelacee (Liliacee)

 

Com’è fatta: originario del Sud Africa, il genere comprende alcune decine di specie, tutte caratterizzate dalle piccole dimensioni (altezza max 20 cm), dall’assenza di spine e dalle foglie a rosetta, affastellate, spesso a forma triangolare, che si accalcano le une sulle altre fornendo alle piante una forma regolare e aggraziata. Le foglie hanno un aspetto molto diverso a seconda della specie: variano da molto compatte e coriacee di colore verde scuro con pustole bianche, tubercoli o creste, a foglie verde chiaro con linee traslucide trasparenti. Produce piccole spighe di fiori biancastri, giallastri, verdastri o rossastri a seconda della specie, portati da un lungo stelo, tra aprile e settembre.

 

Dove si coltiva: sconsigliabile l’impianto in piena terra per le piccole dimensioni che rischiano di farla scomparire o calpestare. Meglio coltivarla in vaso, spostandolo in esterni da aprile a ottobre.

 

Come si coltiva: in vaso di piccole dimensioni (diametro di un quarto inferiore alla circonferenza della pianta) o ciotola per abbinare diversi esemplari. Il substrato, molto ben drenato, deve essere costituito da una parte di terra fertile e una di ghiaino o lapillo. Prediligono posizioni ombreggiate o a mezz’ombra, dove i raggi solari non danneggiano irreversibilmente le piccole foglie, bruciandole. Le annaffiature devono essere più ravvicinate rispetto ad altre succulente, somministrate non appena il terriccio si asciuga, da aprile a settembre, periodo in cui vanno concimate con un prodotto specifico una volta al mese. Si riproducono prelevando i polloni basali che si formano in gran numero e invasandoli in terra sabbiosa. Durante l’inverno vanno ricoverate in un luogo dove la temperatura rimanga tra 5 e 15 °C, annaffiandole poco una volta al mese.

 

I suoi nemici: i ristagni idrici causano il marciume radicale, spesso letale.

 

Curiosità: il genere Haworthia è dedicato ad A.H. Haworth (1768-1833), il primo dei grandi botanici a interessarsi specificamente di succulente, compilando la prima sistematica classificazione di queste piante. Possiedono radici fascicolate, lunghe e carnose, che si contraggono nel periodo secco, facendo abbassare la rosetta nel terreno; in questo modo la polvere ricopre le piante e le protegge dalla forte irradiazione solare e da un’eccessiva evaporazione, ma anche dagli incendi ricorrenti nella stagione secca nelle steppe sudafricane.

 

Articolo di Elena Tibiletti

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