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Coltivare berberis anche per le loro proprietà
Inviato da Redazione GI il 28-11-2012 11:51
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Le tante varietà di Berberis possono essere coltivate sia per costituire una siepe sia per ornare balconi e giardini, garantendo un tocco di colore di tutte le sue parti, dalle bacche al fogliame. Ma il crespino europeo non è solo bello: i suoi piccoli frutti hanno numerose proprietà e un sapore da scoprire. 

• Per favorire il rapido sviluppo di una siepe di berberis conviene effettuare la piantagione in autunno o a fine inverno, in terreno profondo e fertile, arricchito con sostanza organica e privo di ristagni idrici. Nei primi due anni occorre innaffiare con generosità, poi le piante diventano sufficientemente robuste da tollerare irrigazioni più irregolari (ma comunque sempre abbondanti).

Il bel fogliame dei vari tipi di Berberis può essere sempreverde o deciduo: i sempreverdi sono coltivati per le graziose foglie lucide e per le sontuose fioriture (B. darwinii, B. x stenophylla), i decidui soprattutto per gli splendidi colori autunnali e le bacche vivaci, rosse, rosa, nere o blu, che durano tutto l’inverno. Essendo un arbusto spinoso, è molto adatto a  creare siepi che riducono il rischio di intrusioni, sia da parte di animali di media e grossa taglia (i rami sono molto fitti) sia da parte di malintenzionati. Le specie nane si adattano perfettamente ai piccoli spazi, ai vasi (se profondi) e ai giardini rocciosi.

Preferiscono posizioni soleggiate (indispensabili per le specie decidue) o semiombreggiate. Adattabili anche a terreni poveri e difficili, gradiscono comunque suoli asciutti, freschi, lievemente acidi. Tollerano benissimo le potature, resistono allo smog e quindi sono perfetti per il verde urbano. Si moltiplicano per seme o per talea. 

• Il Berberis vulgaris (o crespino europeo) è anche un noto rimedio omeopatico. Oggi si stanno sperimentando anche gli effetti anticolesterolici delle bacche: contengono una sostanza, la berberina, che riduce il livello totale di colesterolo nel sangue, migliorando di gran lunga le capacità del fegato di gestire il colesterolo e potenziando gli effetti dei naturali inibitori dei recettori di colesterolo. Sono in corso anche sperimentazioni che riguardano le proprietà anticancerogene di questa sostanza. Le bacche hanno proprietà amaricanti, toniche, astringenti, febbrifughe, depurative, diuretiche; oggi si ritiene che possano trovare impiego anche per la prevenzione dei tumori.

• Per assaggiare le bacche del crespino  conviene aspettare i freddi intensi di novembre. Infatti è solo dopo le prime gelate che si riduce l'effetto asprigno della polpa; a quel punto i frutticini rossi possono trovare impiego in cucina per la preparazione di gelatine e succhi che risultano molto nutritivi perché molto ricchi di acido malico (responsabile del sapore aspro) e di vitamina C.

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