Video in primo piano
PONI UNA DOMANDA
il fiore
Gi
Come coltivare le orchidee, la Cambria
Inviato da Redazione GI il 19-10-2012 09:24
Cambria_ok_b07c4fce

Nome scientifico: Cambria

Famiglia: Orchidacee

 

 

Com’è fatta: si sviluppa da pseudobulbi allungati, dai quali si dipartono le foglie nastriformi. In primavera o in autunno tra le foglie nasce un esile fusto eretto, lungo fino a 40 cm, con numerosi bocci (3-7 fiori) che si aprono in successione. Esistono esemplari a fiori piccoli, medi e grandi, di un solo colore o variegati, gialli, rossi, rosa o bianchi. Dopo la fioritura, si può recidere il fusto che portava i fiori e sotto il fusto si sviluppa un nuovo pseudobulbo.

 

Dove metterla: accanto a una finestra esposta a est, sud o ovest, con buona illuminazione, ma assolutamente al riparo dai raggi solari diretti.

 

Come si coltiva: da marzo a settembre va tenuta a 18-20 °C; nei restanti mesi è preferibile una temperatura più fresca (10-15 °C). Ama avere intorno un microclima umido, quindi bisogna nebulizzare regolarmente le foglie, anche due volte al giorno durante i periodi più caldi, e sistemare il vaso sopra un sottovaso con uno strato di argilla espansa o ghiaia grossolana coperto da un velo d'acqua che, evaporando, garantisce una certa umidità; il fondo del vaso non deve però essere a contatto con l'acqua. Nel periodo vegetativo annaffiate regolarmente ogni settimana, meglio per immersione, e concimare ogni 25-30 giorni con un prodotto specifico per orchidee. Nei mesi freddi bagnate una volta al mese o meno se la pianta è in una stanza fresca. Quando i nuovi pseudobulbi si sono sviluppati, la pianta deve andare a riposo: si sposta in luogo fresco, riducendo le annaffiature per 2-3 mesi, in modo da favorire la formazione di un nuovo fusto e la successiva fioritura.

 

Contenitore e substrato: qualunque contenitore è adatto, dai vasi di terracotta a quelli di plastica e alle zattere, fino ai cestelli sospesi. Il substrato deve essere soffice e molto ben aerato, per esempio a base di cortecce (“bark”), pezzetti di fibra di cocco o di osmunda, torba di sfagno. Il rinvaso, se necessario (in genere ogni tre anni), si effettua dopo la fioritura: il periodo ideale è quanto la pianta ha emesso il nuovo pseudobulbo che ha raggiunto una misura di 4-5 cm con radici ben sviluppate.

 

I suoi nemici: la cocciniglia cotonosa, da eliminare manualmente se i parassiti sono ancora pochi, oppure da combattere con gli appositi prodotti anticocciniglia; i marciumi radicali provocati da un eccesso d’acqua.

 

Curiosità: il genere Cambria non esiste in natura, ma è stato creato nel 1911 a opera di Charles Vuylsteke che, dall'incrocio tra Odontoglossum crispum x Miltonia x Cochlioda noetzliana, ottenne quella che inizialmente fu chiamata Vuylstekeara, in onore del suo scopritore. Dieci anni nacque il primo ibrido denominato Cambria, ottenuto dall'incrocio tra la Vuylstekeara x Odontoglossum clonius: fu chiamato Vuylstekeara cambria ‘Plush’ e all'epoca divenne molto famoso. Intorno agli anni Sessanta inizia la "febbre" della Cambria grazie al fatto che la Vuylstekeara cambria ‘Plush’ venne premiata sia dalla Royal Horticultural Society che dalla American Orchid Society.

 

Articolo di Elena Tibiletti

CRESCIAMO INSIEME
CERCA NEL PORTALE
LA RIVISTA