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Coltivazione piante grasse: la mammillaria
Inviato da Elena Tibiletti il 14-09-2012 14:30
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Nome scientifico: Mammillaria

Famiglia: Cactacee

 

 

Com’è fatta: le oltre 200 specie, provenienti dagli Stati Uniti meridionali, America centrale e meridionale, Indie occidentali, sono formate da piccoli fusti tondeggianti, dotati di numerosissime, minute spine. I fiori, che compaiono in giugno-luglio, sono piccoli ma copiosi, disposti a coroncina all’apice del fusto, nei colori giallo, rosa o rosso; ne derivano piccoli frutti rossi.

 

Dove si coltiva: date le dimensioni ridotte (max 20 cm di diametro) si sconsiglia la coltivazione in piena terra; è preferibile il vaso, da spostare in esterni tra maggio e settembre.

 

Come si coltiva: in vaso o ciotole per più esemplari, di diametro circa pari a quello del fusto. Desidera un terriccio leggero e drenante dato da terra concimata con una piccola quantità di sabbia grossolana e lapillo vulcanico. La posizione deve essere molto luminosa, ma non troppo investita dai raggi del sole, soprattutto nel cuore dell’estate. Le annaffiature devono essere regolari, ben distanziate fra loro e non abbondanti, solo durante la bella stagione. Va concimata tra aprile e agosto, una volta al mese, con un prodotto per piante grasse. L’inverno richiede il ricovero in un luogo fresco (8-15 °C), con sospensione totale delle annaffiature.

 

I suoi nemici: le cocciniglie cotonose, fiocchetti bianchi localizzati alla base in mezzo al terriccio o sul fusto tra le spine; si combattono, meglio se fin dall’inizio dell’attacco, con i prodotti appositi. L’umidità, anche dell’aria, in inverno: arieggiate di frequente la serra o i doppi vetri.

 

Curiosità: il nome deriva dalla superficie mammellonata dei piccoli fusti tondeggianti e muniti di piccola protuberanza apicale.

 

Articolo di Elena Tibiletti

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