Video in primo piano
PONI UNA DOMANDA
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
coltivare l'orto
Tibiletti
Coltivazione delle piante aromatiche: il finocchio selvatico
Inviato da Elena Tibiletti il 28-08-2012 17:00
Finocchio_selvatico_d67e2b9f

Nome scientifico: Foeniculum vulgare

Famiglia: Ombrellifere

 

 

Com’è fatto: originario delle regioni mediterranee, spontaneo e molto comune nel Centro-Sud, è un’erbacea perenne intensamente odorosa, alta 50-200 cm, con radice a fittone e fusto eretto, ramificato, color verde-bluastro, glabro e striato. Le foglie, dotate di una guaina che abbraccia il fusto, sono pennate, ampie, con segmenti filiformi di 1-5 cm, di colore verde scuro, simili a piume o a trine ricadenti. Fiorisce da maggio ad agosto producendo ombrelle di 4-10 cm di diametro, composte da numerose ombrellette di piccoli fiori gialli. I frutti sono acheni costoluti, di colore verdastro o grigiastro.

 

Dove si coltiva: in piena terra nel Centro-Sud Italia, in posizione soleggiata; in vaso in Val Padana, da spostare all’aperto da marzo a novembre; si tratta come annuale sulle Alpi e l’alto Appennino.

 

Come si coltiva: in vaso di plastica del diametro minimo di 24 cm. Vuole un terreno calcareo misto a sabbia, molto ben drenato. La posizione deve essere riparata ma ben illuminata dal sole per gran parte della giornata. Richiede molta acqua durante la bella stagione se vive in vaso; quasi niente in piena terra. Si semina in primavera direttamente in piena terra (due-tre semi in buchette distanziate l’una dall’altra di 30 cm circa) oppure in autunno in semenzaio, bagnando molto fino alla germinazione, poi si diradano le piantine lasciando le più vigorose, che si trapiantano in aprile. Non richiede assolutamente concimazioni. Teme il freddo del Nord Italia e i ristagni idrici che causano marciumi radicali. Attenzione al ragnetto rosso, che colpisce le piante in vaso poco bagnate. Si autorisemina facilmente divenendo infestante, quindi, dopo la prima semina, probabilmente non avrete più bisogno di ripetere l’operazione. Dopo la raccolta dei semi si recide la pianta alla base perché si formino nuovi germogli.

 

Come si usa in cucina: il sapore dolciastro ma intensamente aromatico si accompagna a piatti salati e preparazioni dolci. Le foglie sono l'ingrediente principale della pasta siciliana con le sarde e, crude, aromatizzano le insalate miste. I semi insaporiscono zuppe, salse, carni come lo spezzatino di coniglio alla marchigiana, pesci, marinate, salumi come la finocchiona toscana, conserve come le olive in salamoia, i fichi secchi, le castagne e il vin brulè. In liquoreria si utilizzano le foglie, i semi e l'olio essenziale per aperitivi, bevande e liquori.

 

Come si usa in cosmesi: contro l’alitosi masticate 3-4 semi dopo la colazione e i pasti.

 

Curiosità: questa spezia non ha nulla a che fare con il finocchio che si consuma in cucina, che è una varietà diversa (azoricum), appositamente selezionata e coltivata per ottenere l'ingrossamento dei fusti. Il finocchietto era un ingrediente base della gastronomia degli antichi Romani.

 

Articolo di Elena Tibiletti.

CRESCIAMO INSIEME
CERCA NEL PORTALE