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Come coltivare i finocchi
Inviato da Redazione GI il 19-08-2012 15:50
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Nome comune: Finocchio
Nome scientifico: Foeniculum vulgare

 

Il finocchio è uno degli ortaggi più apprezzabili sulla tavola di tutti i mesi dell’anno, ma è solitamente preferibile coltivarlo nei mesi freddi, in modo da lasciare spazio a tutte quelle varietà che invece prediligono il periodo più caldo.
Nel caso vogliate raccogliere i grumoli (cioè i finocchi) nei mesi caldi, iniziate i lavori in primavera. Questa scelta è consigliabile soprattutto se avete a disposizione anche una serra che vi aiuti a mantenere costante la temperatura.
Più facilmente, potete cominciare la vostra produzione ad agosto o settembre, per consumarli nei mesi autunnali e invernali.

Viene coltivato soprattutto nell'Italia centro-meridionale, perché ha bisogno di temperature non troppo basse durante il ciclo vegetativo, per es. quelle che si hanno lungo le coste.
Preferisce i suoli di medio impasto, possibilmente sciolti, freschi, profondi e ricchi di sostanza organica, mentre nei suoli pesanti o compatti il grumolo (la parte commestibile bianca) tende a fuoriuscire dal terreno, diventando verde, duro e fibroso.

 

I risultati variano anche in base alla tipologia coltivata: nel Centro-Nord è perfetto il finocchio nostrale, nel Sud il finocchio grosso d'Italia. Ne esistono numerose varietà, fra cui il finocchio autunnale Carmo, un ibrido a ciclo medio; il finocchio estivo Rondo dal ciclo precoce e lentissimo a montare a fiore; il finocchio invernale Serpico, ibrido a ciclo medio, che sopporta bene le basse temperature.  

 

La semina
La prima operazione da eseguire è ovviamente la semina.
Potete utilizzare un semenzaio: i solchi nel terriccio vanno scavati in profondità, essendo che i semi sono di pezzatura medio/grande (soprattutto rispetto alle altre orticole).

Si semina in semenzaio in agosto nel Sud e in gennaio-febbraio nel Nord, trapiantando le piantine a dimora rispettivamente in ottobre e in marzo-aprile, a 45 giorni dalla semina: la raccolta avverrà in inverno nel Sud e in estate nel Nord.

Lasciando alcuni centimetri fra le file assicurerete lo spazio necessario al primo sviluppo. Già dall’inizio preferite un terriccio drenante, privo di materiale di scarto, possibilmente arricchito da concime.
Per garantire un buono sviluppo, l’irrigazione è molto importante: dev’essere costante ma non troppo abbondante. Il metodo più efficace è quello ad aspersione, cioè a pioggia.

 

Il trapianto
A circa sei settimane dalla semina è possibile effettuare il trapianto in pieno campo. Per essere pronte a questo passaggio, le piantine devono essere alte almeno 10 cm.
La preparazione del terreno richiede un’accortezza particolare. Il finocchio, infatti, teme il ristagno idrico: per prevenirlo utilizzate un terriccio drenante, sciolto (ovvero friabile), arricchito con concime.  Anche una concimazione preventiva può aiutare ad avere dei grumoli migliori.
Un ulteriore accorgimento è sistemare la piantina bene in profondità ma in un’aiuola leggermente rialzata sempre per controllarne l’umidità.

 

La coltivazione
Durante la coltivazione (“in copertura”) si concima almeno 3-4 volte con prodotti a base di azoto e si cura attentamente l’irrigazione (preferibilmente a goccia), perché gli stress idrici producono grumoli duri, fibrosi o secchi, veramente poco gradevoli al palato. Le piante vanno mantenute libere dalle malerbe eliminandole a mano (“scerbatura”) una volta a settimana. La consociazione corretta del finocchio è con le Alliacee, come aglio, cipolla, scalogno e porro.

 

L’imbianchimento
Il caratteristico colore bianco dei finocchi può essere aiutato e accentuato grazie alla rincalzatura, che ne permette l’imbianchimento. Si effettua circa due settimane prima della raccolta oppure a cadenza regolare durante lo sviluppo. Quest’operazione consiste nel coprire la pianta che tende naturalmente a emergere dal terreno. Utilizzate anche in questo caso un terriccio adatto. Coprite il grumolo fino al suo apice, in modo da proteggerlo dai raggi del sole.

 

La raccolta
Quest’ultima operazione va eseguita circa tre o quattro mesi dalla semina, quando i grumoli hanno raggiunto una pezzatura adeguata e sono ben compatti. Se avete iniziato la vostra coltivazione in primavera, a settembre potrete già ottenere dei buoni prodotti; se invece in questo mese avete seminato, la raccolta sarà ad inizio inverno. Potete procedere sia manualmente tagliando le radici e parte delle foglie o aiutandovi con attrezzi come una vanga o un vomere, prestando attenzione a non danneggiarli urtandoli.

Bisogna scalzare pian piano il grumolo per valutarne le dimensioni e, se sono quelle tipiche della varietà scelta, si tagliano le radici per estrarre l’ortaggio e si spuntano i fusti e le foglie, tanto di meno quanto più lunga si prevede che sarà la conservazione.

 

Ecco la prima parte del nostro video-tutorial sulla coltivazione dei finocchi:

 


Ed ecco la seconda parte: