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il fiore
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Piante aromatiche: la Borragine
Inviato da Elena Tibiletti il 30-07-2012 17:17
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Com’è fatta: erbacea annuale o biennale, nasce con una rosetta di foglie basali ovali dagli abbondantissimi peli ispidi. Da questa si innalzano i fusti fioriferi, alti 20-30 cm, che portano i fiori a cinque petali di colore azzurro-violetto, non molto grandi, in una specie di spiga con la punta arrotolata (in gergo tecnico "cima scorpioide"). Fiorisce da aprile ad agosto, ma in Sicilia la stagione è anticipata, e in Toscana dura quasi tutto l'anno.

 

Dove si coltiva: come biennale dalla Val Padana in giù, come annuale nel resto d’Italia, sia in vaso sia in piena terra.

 

Come si coltiva: in vaso di plastica (diametro 24 cm per una pianta) oppure in giardino o nell’orto. Preferisce un terreno fertile, anche se tollera altri tipi di substrato. Va annaffiata moderatamente da maggio ad agosto. Non necessita di concime. Si semina nell’orto o in vaso all'inizio dell'autunno; prima dell'inverno si diradano le piantine che non devono crescere troppo fitte; si raccoglie durante tutto il resto dell’anno, tagliando la pianta al di sopra delle prime due foglie di base, in modo che possa ricrescere rapidamente. Per l'autorisemina, basta lasciar andare a seme alcune piante per garantirsi la rinascita l'anno successivo. A fine ciclo, numerose piante bruciate nell’orto o in giardino forniscono al terreno un ottimo concime, grazie all’alto contenuto di potassio e di calcio che rimane nella cenere. Non ha nemici.

 

Come si usa in cucina: va consumata solo in primavera ed estate, perché non è conservabile in alcun modo. Va pulita accuratamente prima dell’uso, perché tra i suoi fitti peli rimane facilmente qualche granello di terriccio; bisogna lavarla bene sotto l’acqua corrente, immergendola poi per 10 minuti in una bacinella d’acqua nella quale avrete spremuto il succo di almeno un limone e infine rilavandola sotto l’acqua corrente. Se le nervature delle foglie sono troppo dure, toglietele incidendole con un coltellino e sfilandole delicatamente. Le foglie si cuociono con pochissima acqua (mezzo bicchiere può bastare) e per pochi minuti e si utilizzano come gli spinaci, come contorno, nei tortelloni, nei risotti, nelle frittate e nelle zuppe. I fiori azzurri vivacizzano il colore di minestre asciutte, risotti o insalate, colorano l’aceto e possono venire canditi.

 

Come si usa in cosmesi: per calmare le scottature, fate impacchi con un pugno di foglie e fiori bolliti per 10 minuti in un litro acqua bollente (raffreddate e filtrate prima dell’uso).

 

Curiosità: nel linguaggio dei fiori esprime il coraggio. I petali hanno uno spiccato potere colorante, ben noto ai tintori, che in passato cercavano la pianta per tingere le stoffe di turchese o verde acquamarina. È molto gradita alle api, che individuano facilmente il colore azzurro dei fiori, grazie ai quali possono produrre grandi quantità di miele. Luigi XIV di Francia, il Re Sole, adorava la borragine tanto da obbligare i giardinieri di Versailles a piantarne enormi distese, i cui fiori viola gli rallegravano l'animo.

 

Articolo di Elena Tibiletti

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