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Conoscere le piante grasse: Coda di topo
Inviato da Elena Tibiletti il 27-07-2012 14:35
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Nome scientifico: Aporocactus flagelliformis

Famiglia: Cactacee

 

 

Com’è fatta: la simpatica coda di topo è originaria del Centro America. I suoi numerosi fusti, che si innalzano dalla radice, sono molli e pendono dal vaso in tutte le direzioni, fittamente coperti da sottili spine non troppo fastidiose. In primavera-estate si coprono di fiori rosa o rossi, numerosissimi, a cui seguono i piccoli frutti di colore rosso.

 

Dove si coltiva: in piena terra (meglio nel giardino roccioso o su un muretto a secco) solo nelle zone più miti del Sud Italia e lungo la costa tirrenica, in posizione soleggiata. In vaso in tutte le altre zone italiane, spostandolo in esterni da maggio a settembre.

 

Come si coltiva: in vaso o ciotola di terracotta che vengono rapidamente riempiti dagli steli, da collocare in posizione soprelevata o appesi per apprezzare i rami ricadenti. Il terriccio deve essere leggero, del tipo per piante grasse, con sabbia e lapillo vulcanico, sempre ben drenato. Ama posizioni soleggiate anche in piena estate. Le annaffiature saranno regolari ma non abbondanti da aprile a settembre; la concimazione con un prodotto apposito per succulente non è indispensabile, eventualmente va fatta una volta al mese nello stesso periodo. Si moltiplica facilmente staccando i fusti alla base. Lo svernamento deve avvenire in un luogo fresco e riparato, a una temperatura compresa fra 5 e 15 °C, sospendendo del tutto le annaffiature.

 

I suoi nemici: le cocciniglie cotonose, che vengono favorite dall’aria stagnante, dagli eccessi di irrigazione e dal sovraffollamento di steli nel vaso. Monitorate almeno due volte al mese la pianta, intervenendo subito con un insetticida anticocciniglia. Il ristagno idrico può anche causare marciumi radicali.

 

Curiosità: le spine che ornano i fusti sono morbide e non perforano la pelle, quindi le “codine” si possono perfino accarezzare!

 

Articolo di Elena Tibiletti

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