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Malattie delle piante: i cancri rameali
Inviato da Elena Tibiletti il 24-07-2012 16:54
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Nomi scientifici: Phomopsis, Coryneum, Sphaeropsis, Cytospora, Coniothrium, Nectria, Phoma, Fusicoccum, Dasyschypha, Septogloeum, Gloeosporium ecc.

 

 

Che cosa sono: alterazioni molto frequenti, provocate da un elevato numero di patogeni, di natura sia fungina (malattia crittogamica) sia batterica, che si insediano facilmente attraverso le più varie lesioni di tronco e rami.

 

Quali piante attaccano: quasi tutte le piante legnose, sia caducifoglie sia sempreverdi, comprese le conifere, quindi alberi e arbusti, sia spontanei, sia ornamentali che da frutto.

 

Come si manifestano: inizialmente su rametti, rami e tronchi compaiono infossamenti di colore bruno-rossastro e aspetto cuoioso. Poi la depressione si fessura per il lungo e la corteccia si lacera, mostrando il legno sottostante. Ai margini della lesione i tessuti si ingrossano, mentre la parte nuda geme un liquido gommoso. Tutta la zona appare tumefatta e umida (ma poi tende a seccarsi). Se non curato, il cancro si espande avvolgendo a manicotto tutto il ramo entro un anno dai primi sintomi. La parte a valle del ramo si secca, perdendo il fogliame ingiallito ed essiccato. Da lontano la pianta malata presenta uno o più rami secchi e spogli all’interno di una chioma verde. Non si notano evidenti differenze tra un cancro di tipo fungino e uno di tipo batterico.

 

Che danno provocano: all’inizio il danno è estetico a carico della corteccia; quando poi la lesione si estende, si secca l’intero ramo sopra la tumefazione. Se la malattia colpisce il tronco, può seccarsi l’intera chioma e anche morire la pianta. Durante lo sviluppo della lesione la malattia risulta molto contagiosa nei confronti degli altri rami dell’esemplare e di tutte le piante legnose nelle vicinanze. Nel caso del cancro del cipresso e del cancro colorato del platano, due patologie senza rimedio, la morte è certa e rapida e la contagiosità elevatissima.

 

Quando colpiscono: l’epoca di attacco è legata alle modalità con cui si trasmette la malattia, cioè mediante insetti (nel caso dei batteri) o ferite (nel caso dei funghi). Gli insetti che pungono una pianta infetta succhiano la linfa con il batterio patogeno, per poi spostarsi su una pianta sana e infettarla: le manifestazioni si hanno durante la bella stagione. Durante la potatura le gocce d’acqua trasportate dagli attrezzi, come i potatoi e le cesoie, o che scorrono sui rami, possono trasmettere l’infezione fungina: in questo caso il contagio avviene dalla fine dell’autunno all’inizio della primavera.

 

Come si prevengono: evitate qualsiasi tipo di ferita accidentale (pericolosissime le sferzate del decespugliatore!). Controllate le piante dopo un periodo di gelo intenso o una grandinata, che provoca ferite sui rami. Disinfettate con candeggina o alcol le cesoie di potatura passando da una pianta a un’altra. Se notate qualunque ferita, e sempre dopo la potatura, effettuate un leggero trattamento con sali di rame.

 

Come si curano: tagliate subito il legno malato incidendo almeno 30 cm all’interno del sottostante legno sano (che deve apparire chiaro, senza macchie o zone brune malate). Eliminate subito il materiale infetto, se possibile bruciandolo, altrimenti gettandolo nell’immondizia indifferenziata. Disinfettate gli attrezzi di taglio tra una pianta e l’altra. Subito dopo i tagli e dopo ogni pioggia primaverile effettuate trattamenti con sali di rame alla dose massima indicata in etichetta.

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