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Tibiletti
Piante aromatiche: l’Alloro
Inviato da Elena Tibiletti il 17-07-2012 12:24
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Nome scientifico: Laurus nobilis

Famiglia: Lauracee

 

 

Com’è fatto: originario dell’Asia Minore e del bacino del Mediterraneo, è un arbusto sempreverde o piccolo albero (fino a 20 m d’altezza), con foglie coriacee, lanceolate, verde lucido sulla pagina superiore e verde glauco opaco su quella inferiore, munite di piccole ghiandole contenenti olio essenziale. Fiorisce in marzo-aprile con minuti fiori giallo-verdastri unisessuati portati da piante femminili o maschili. I frutti a maturazione sono neri, simili a piccole olive.

 

Dove si coltiva: in piena terra in tutta Italia fino alla Val Padana compresa; sulle Alpi e sull’alto Appennino solo in posizione molto riparata e soleggiata oppure in vaso da tenere all’aperto da aprile a ottobre.

 

Come si coltiva: in vaso di plastica di dimensioni comprese fra 20 e 60 cm a seconda dell’altezza della pianta. Preferisce un terreno calcareo, oppure una buona terra fertile (8 parti) addizionata con 2 parti di sabbia. Predilige una posizione soleggiata o a mezz’ombra (in Meridione). Si annaffia nel primo anno d’impianto e per sempre in vaso, da maggio a settembre, con moderazione. Si concima in primavera e in autunno con un prodotto per arbusti o universale. Si riproduce per talea da prelevare in luglio-agosto e da porre in terra torbosa. Non va potato, se non per contenerne l'esuberanza o... per metterlo in pentola. Nelle zone molto fredde si ricovera il vaso in cantina o in serra fredda. È facile preda delle cocciniglie a scudetto che attaccano le foglie, sopra e sotto, e i rami.

 

Come si usa in cucina: le foglie hanno il compito di aromatizzare, migliorandone la digeribilità, le carni rosse in umido, la selvaggina, i fegatini di maiale, gli spiedini di anguilla, il lesso e il brodo, le minestre e le zuppe con legumi secchi, i sughi di pomodoro e le castagne lesse. Con le sue bacche si prepara un delizioso e aromatico liquore casalingo, il Laurino, tradizionalmente molto diffuso in Emilia Romagna.

 

Come si usa in cosmesi: per alleviare i piedi stanchi, pestate 30 g bacche, bollitele in 1,5 litri d'acqua per 15 minuti, filtrate e fate un pediluvio tiepido per 10 minuti

 

Altri usi: per scacciare mosche e zanzare, bruciate nel camino una manciata di foglie essiccate. Strofinate la griglia del barbecue con foglie fresche, buttatele sulla brace e appoggiatevi sopra la griglia. Spargetele fresche nella dispensa e nell’armadio, rinnovandole ogni 3 mesi, per eliminare tarme e tarli.

 

Curiosità: nell'antichità con i rami si incoronavano i saggi (donde il termine "laureato") ma anche gli dei, i valorosi generali, e gli atleti, fieri di cingersi il capo a testimoniare la Vittoria. Non confondete le sue foglie con quelle molto più strette e allungate dell’oleandro (Nerium oleander), che si distingue facilmente per la fioritura, e soprattutto con quelle del lauroceraso (Prunus laurocerasus), decisamente più grandi e molto più lucide e chiare sulla pagina superiore: sia l'oleandro che il lauroceraso sono velenosi.