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Cura delle orchidee: la Miltonia
Inviato da Elena Tibiletti il 11-07-2012 15:49
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Nome scientifico: Miltonia

Famiglia: Orchidacee

 

 

Com’è fatta: epifita (che vive sugli alberi) originaria di Costarica, Brasile e Argentina, di piccole dimensioni, con pseudobulbi su un corto rizoma e foglie di colore verde pallido e nastriformi, con disposizione alterna. I fiori, che nascono alla base dello pseudobulbo, possono essere singoli o riuniti in infiorescenze arcuate; i sepali e i petali sono tutti della stessa grandezza e forma; il labello, leggermente più grande, a differenza della maggior parte delle orchidee non sporge, ma rimane sullo stesso piano; le dimensioni possono variare molto, tanto che esistono esemplari con fiori di 10 cm di diametro. Per le specie native delle Ande, i colori dei fiori sono chiari e vanno dal bianco al rosa pallido con una macchia centrale color vino o cremisi, mentre per le specie originarie del Brasile, il cui fiore assomiglia a quello degli Odontoglossum, i fiori sono colorati di giallo o di verde con macchie bruno-porpora e hanno una forma stellata.

 

Dove metterla: ottima pianta da appartamento, sia per il fogliame delicato, sia perché non richiede molta luce per fiorire, e soprattutto perché la temperatura che normalmente si ha in casa (20 °C) è ottimale per la crescita. Ama una buona illuminazione, schermata dai raggi solari in estate.

 

Come si coltiva: nel caso in cui, per brevi periodi, le temperature fossero troppo alte o troppo basse è bene non eccedere con le somministrazioni d’acqua. Infatti, una lieve siccità aiuta la pianta a superare questi momenti sfavorevoli; non tollera però lunghi periodi di siccità. I due parametri da tenere presente sono luce e acqua: all’aumentare della prima deve aumentare la seconda e un’ottima spia per il fabbisogno idrico sono le foglie, che si presentano prostrate quando l’acqua è troppa, e arricciate in punta quando è poca. Gradisce frequenti forniture di concime (una volta a settimana) soprattutto nel periodo estivo, sia al substrato che alle foglie, mentre durante il periodo invernale una somministrazione ogni tre settimane è sufficiente. In occasione del rinvaso si può moltiplicare per divisione di cespi così come si fa per i Cymbidium, creando gruppi di almeno cinque pseudobulbi.

 

Contenitore e substrato: cresce bene su un substrato sia di corteccia (“bark”) che di osmunda; sarebbe preferibile comunque una miscela composta da cinque parti di corteccia, due parte di pietra pomice, una parte di sfagno, una parte di letame bovino ben maturo e una parte di ossa torrefatte oppure cornunghia. I contenitori devono essere di dimensioni proporzionate alle piante, non troppo grandi perché lo spazio tra la pianta e il vaso deve consentire lo sviluppo al massimo di un paio di pseudobulbi nuovi. Il rinvaso va fatto ogni due anni circa.

 

I suoi nemici: il ragnetto rosso, che attacca piante in carenza idrica e in assenza di ventilazione sufficiente e si combatte con gli appositi acaricidi; i ristagni d’acqua, sulle foglie e soprattutto al colletto, che possono provocare il marciume radicale.

 

Curiosità: si prestano per incroci sia tra loro, dando origine a esemplari con fiori di dimensioni maggiori, sia con altre specie come gli Odontoglossum, originando le Odontonia.

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