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Tempo di perenni
Inviato da Redazione GI il 28-10-2010 17:23
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Se la piantagione primaverile si rivela opportuna per tutte le specie semi-rustiche e per quelle sensibili all’umidità, quella autunnale è quasi d’obbligo per le specie che non tollerano l’aridità (hosta, felci, polmonaria, …) e che quindi soffrirebbero di una primavera calda e siccitosa, soprattutto se destinate a suoli sabbiosi e leggeri. La piantagione autunnale giova anche alle specie rustiche, da collocare in zone a clima mite e temperato. In questa situazione, le piantine avranno tutto il tempo di sviluppare un buon apparato radicale prima dei rigori invernali. La piantagione autunnale è invece sconsigliata nei climi più rigidi, dove le temperature possono abbassarsi precocemente e repentinamente, ed è assolutamente da escludere laddove il terreno è argilloso, pesante, con una tendenza a impregnarsi d’acqua nei mesi freddi.

Il momento dell’acquisto è fondamentale: bisogna scegliere piante sani e forti, dotate di robusti steli e vegetazione densa. Sulla superficie del terriccio non devono comparire feltro o muschio, il pane radicale deve essere compatto e le radici non devono fuoriuscire dai vasi arrotolandosi su se stesse.

Il terreno deve essere liberato da erbacce e detriti dissodandolo fino ad almeno 25 cm di profondità con una forca o una vanga. Occorre poi arricchirlo incorporando stallatico maturo, compost oppure un buon concime organico per assicurare un attecchimento rapido e vigoroso. Se il terreno è pesante esiste il rischio che possa asfissiare le giovani radici: è quindi opportuno alleggerirlo con un apporto di sabbia o terriccio di foglie. Al contrario, al terreno troppo leggero bisogna aggiungere bentonite per aiutarlo a trattenere l’acqua e gli elementi naturali. Meglio attendere una settimana prima dell’impianto, per consentire agli elementi di integrarsi bene e al suolo di assestarsi.

Prima della messa a dimora collocare i vasetti sul terreno per valutare la disposizione degli esemplari e le giuste distanze.

Al momento della messa a dimora, è buona norma immergere i vasi in cui sono ospitate le piantine in un secchio o una bacinella riempita d’acqua per inumidire bene le zolle. Allargare le radici con le mani e sistemarle in modo che la zolla sia a livello del suolo (non in profondità a meno che non si tratti di crocosmia, aconito, mughetto e Polygonatum).

Dopo averle collocate, il terreno va compresso intorno al colletto con molta leggerezza per permettere alle di ossigenarsi e assimilare gli elementi nutritivi. Tanto più il terreno rimane soffice e aerato, quindi, tanto maggiore è la probabilità che le perenni attecchiscano bene e abbiano uno sviluppo rigoglioso.

Si innaffia generosamente, ma facendo attenzione a non creare solchi in cui possa raccogliersi l’acqua: se questo è gradito ad alberi e arbusti, non è invece appropriato per le perenni, che rischiano di veder marcire le radici ai primi freddi intensi.

Lorena Lombroso – Giardinaggio, Ottobre 2010

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