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Cavoli per tutti!
Inviato da Redazione GI il 27-10-2010 14:15
Cavolo

Con la stessa denominazione scientifica Brassica oleracea vengono designati ortaggi assai diversi. Il cavolo cappuccio, la verza, il cavolfiore, il broccolo e il cavolino di Bruxelles appartengono allo stesso genere e alla stessa specie, ma a sottospecie diverse. Così come il cavolo rapa, il cavolo Tronchuda portoghese, il cavolo palmizio o nero fiorentino e tutti i cavoli da foglia in genere (anche quelli ornamentali).

Esistono poi cavoli provenienti da altre parti dal mondo, che stanno comparendo negli orti dei giardinieri più curiosi. Dagli Stati Uniti arriva il cavolo Red Russian, di cui si consumano le giovani foglie crude, dal colore porpora e grigio e dal sapore di nocciola. La sua crescita è rapidissima: è pronto già un mese dopo la semina. Consumato nelle regioni inglesi e francesi che si affacciano sulla Manica è il cavolo marino, di cui si fanno imbianchire le foglie nuove per i piccioli teneri e aromatici e di cui poi si gode la spettacolare fioritura primaverile. La rubataga o navone, invece, torna negli orti di chi possiede conigli nani per i suoi effetti benefici per il bestiame (un tempo infatti era coltivato nei campi di tutta Europa come foraggio).

Infine ci sono i cavoli orientali che derivano dalla Brassica Cernua. Hanno una crescita veloce (6-8 settimane distanziano la semina dal raccolto), ma una scarsa resistenza al gelo e un sapore più delicato.

Per quanto il cavolo sia una coltura facile, ogni tipo ha bisogno di cure specifiche:

I cavoli da foglia (verza, cavolo cappuccio, cavolo nero toscano) crescono in tutti i terreni e in tutti i climi. Per una resa ottimale richiedono che il terreno venga preparato con letame maturo o stallatico pellettato.

Il cavolfiore è sensibile al freddo, quindi nelle regioni con inverni rigidi e gelate può essere coltivato solo per la raccolta autunnale precoce. Il suo ciclo di produzione è piuttosto lungo; inoltre teme sia la siccità estiva che l’umidità autunnale, preferisce i terreni un po’ calcarei e necessita di concimazioni minerali sostenute per sviluppare al meglio le infiorescenze. Il broccolo è più resistente al freddo e richiede meno nutrimento.

I cavolini di Bruxelles resistono bene al gelo, ma richiedono parecchie concimazioni.

Il cavolo cinese teme il gelo e al contrario adora i climi miti e i terreni molto fertili. Se non viene seminato entro i primi giorni del mese di giugno, tende ad andare subito a fiore.

Il cavolo rapa diventa tenero e gustoso solo se viene concimato poco e le sue innaffiature sono regolari. In terreno troppo fertile e secco diventa fibroso e coriaceo.

I cavoli ricci da foglia ibridi F1 acquistano sapore dopo le prime gelate.

Lorena Lombroso, Giardinaggio –Novembre 2007

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