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La Reggia di Caserta e i suoi giardini
Inviato da Redazione GI il 07-06-2012 16:05
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La bellezza e lo sfarzo dei sontuosi Appartamenti Reali della Reggia di Caserta è innegabile, ma altrettanto unici sono i maestosi giardini che li circondano. Tra più belli di Europa, questi si estendono su una superficie di 120 ettari e sono impreziositi da una suggestiva successione di cascate, statue, specchi d’acqua e fontane monumentali.

 


(Testo e foto Ioannis Schinezos e Roberta Pagano)

 

Vasta, grandiosa, elegante, la Reggia di Caserta è una delle meraviglie dell’architettura barocca del nostro paese. Commissionata all’architetto Luigi Vanvitelli da Carlo III di Borbone, è stata considerata un’opera tanto preziosa da essere proclamata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità.

 

Una volta raggiunta e lasciato alle spalle il Palazzo Reale, si percepisce immediatamente la grandiosità del progetto. Di qui, lo sguardo può volare in rettilineo per tre interi chilometri, fino a poggiarsi sulla grande cascata artificiale che s’intravede appena sullo sfondo, tra le sfumature verdi del colle in cui è incastonata. Geometria e rigore distinguono le linee dell’intero Parco, un classico modello di giardino all’italiana, con un rettilineo asse centrale in leggera pendenza che accoglie una lunga via d’acqua fiancheggiata da prati verdi.

 

La via d’acqua

Nel lungo rettilineo, maestose fontane marmoree e grandi vasche si alternano in successione (Fontana Margherita, dei Delfini, di Eolo, di Cerere, di Venere e Adone e, per ultima, di Diana e Atteone) creando una suggestiva, lunghissima via d’acqua. Questo imponente sistema è reso possibile grazie a un acquedotto, noto come Acquedotto Carolino, sempre opera del Vanvitelli, che capta le acque dalle sorgenti del Fizzo sul Monte Taburno, in provincia di Benevento; vista la distanza di quest’ultimo dal Parco, si può ben immaginare la complessità della struttura idraulica. Gli esperti considerano quest’opera assolutamente paragonabile alle ingegnose costruzioni dell’età romana

 

Il Giardino Inglese

Indicato dagli archivi storici come Regium Viridarum Casertanum, il Giardino rappresentava per l’epoca un luogo di grande interesse dove coesistevano armonicamente gusto estetico e valenza scientifica. Famoso non solo per l’estensione ma anche per le rare specie ospitate, costituiva molto più di un semplice giardino creato per lo svago dei sovrani. Non seguendo lo spirito rigoroso del giardino all’italiana, si tratta di un palese esempio di “giardino di paesaggio” o “giardino all’inglese”, in stile romantico e più somigliante all’ambiente naturale.

Accanto alla ricerca estetica, qui si svolgeva un’importante attività di sperimentazione, si studiavano specie e nuovi metodi di coltura, si creavano ibridi, si acclimatavano piante esotiche (tra cui Camellia, Cinnamomum, Aloe, Agave, Banksia, Amaryllis). Veniva perfino pubblicato periodicamente un catalogo che ne documentava le attività (il più antico è datato 1803). Il territorio qui non sembra essere dominato dall’uomo; le composizioni seguono “casualmente” l’andamento del terreno disegnando boschetti, viali e radure che creano un’ambientazione ricca di fascino, solo apparentemente spontanea, dove la presenza dell’acqua – anche in questo caso – ha notevole importanza. Eucalipti, pini, tassi, cipressi, ginkgo, magnolie, platani, querce e acacie ne compongono la vegetazione. Tra i tanti scorci un elemento piacevolmente inserito nel paesaggio è sicuramente il lago delle ninfee, che accoglie un romantico tempietto in rovina con colonne provenienti dagli scavi di Pompei. Questo specchio d’acqua ospita numerose piante acquatiche, soprattutto ninfee, offrendo in primavera uno splendido colpo d’occhio. Suggestivo è anche il “bagno di Venere”, laghetto ricco di felci, ninfee e altra vegetazione acquatica, dove è alloggiata una statua di marmo della dea. Passeggiando tra sentieri del Giardino, colpiscono i molti alberi di taglia e portamento eccezionali tra cui spiccano un cinnamomo (Cinnamomum camphora), un cipresso (Cupressus sempervirens) di 23 metri, un cedro del Libano (Cedrus libani) alto 25 metri con una circonferenza di 5.5 metri e un cipresso calvo (Taxodium distichum) che raggiunge i 26 metri di altezza. Quest’ultimo è considerato un esemplare di eccezionale valore storico/monumentale. Fanno da cornice, diversi Pinus sp., magnolie, platani, araucarie, tassi, liriodendri e camelie; a proposito di queste ultime, si riporta che uno degli esemplari qui presenti sia il primo di Camellia japonica introdotto in Italia. Infine, decisamente affascinante è la zona delle vecchie serre borboniche con un bellissimo roseto ricco di diverse varietà circondato da pergolati pieni di colore.

 

Informazioni utili

Reggia di Caserta

Via Douhet 22,

81100 Caserta

Tel. 0823 448084 / 277380 Fax. 0823 220847

www.reggiadicaserta.beniculturali.it

 

Orario Parco e Giardino: Apertura: 8.30, chiusura 14.30 (Gennaio, Febbraio, Novembre, Dicembre), chiusura 16.00 (Marzo), chiusura 17.00 (Aprile), chiusura 17.30 (Maggio, Settembre), chiusura 18.00 (Giugno, Luglio, Agosto), chiusura 16.30 (Ottobre).

Il Giardino Inglese chiude un'ora prima della chiusura del Parco.

 

Orario visita Appartamenti: 8.30 – 19.30, ultimo ingresso: 19.00.

 

Biglietto d’ingresso per Appartamenti, Parco e Giardino Inglese: 12 Euro

 

 

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