Allargano il loro fogliame nel sole bruciante del deserto, sulle coste marine battute dal vento costante e salato; sopravvivono in città, osservando dall'alto il traffico intenso lungo le strade, e creano il paesaggio con il loro profilo inconfondibile. Le palme sono oggi di grande attualità e non solo per la bellezza e la manutenzione minima, ma anche per la loro capacità di tollerare la siccità, un valore in crescita oggi che le riserve idriche tendono a calare costantemente tanto nelle campagne come negli agglomerati urbani.
Come piantare e coltivare le palme
Si può effettuare l'impianto "fai da te" con vasi fino a 50 cm di diametro. Per misure superiori è consigliabile affidarsi al vivaista o a personale specializzato che, previo sopralluogo, deciderà se impiegare la gru o meno. Conviene farsi garantire per iscritto l’attecchimento della pianta o la sua sostituzione.
Occorre piantare in una posizione riparata e rivolta a sud per beneficiare di ogni ora di sole anche in inverno, ancor meglio se nei pressi di un muro soleggiato. In realtà a fare la differenza è più il caldo che il sole: sono molte le palme che crescono bene anche in mezz'ombra, dove il clima è mite. Sono da evitare le aree esposte al vento di tramontana o maestrale. Bisogna assicurare acqua sul fondo, cioè fare in modo che le radici trovino umidità in profondità, e mantenere il colletto all’asciutto, disponendo del materiale drenante (argilla, lapillo) sulle pareti della buca. Se sul fondo l’acqua tende a ristagnare e il terreno è argilloso, la situazione è perfetta per palme come la Phoenix, per la quale vige il detto “piedi nell’acqua e testa all’asciutto”...
La buca dev’essere larga quanto le dimensioni del vaso in cui l’esemplare è contenuto in vivaio. Non accorciate le radici al momento dell’impianto e interrate tutta la zolla, una volta svasata. Non trascurate nelle prime stagioni l’irrigazione, che dev’essere abbondante: l’apparato radicale può scendere fino a 100 m di profondità per assorbire acqua, come avviene nel deserto. Se diverse specie sopravvivono al freddo asciutto, nessuna può tollerare il freddo umido: il drenaggio deve essere perfetto, poiché contro il ristagno idrico unito al gelo non c’è alcuna soluzione. Essendo le palme piante con una sola gemma, bisogna evitare di farla gelare: in inverno si possono avvolgere le foglie e il tronco con veli di non tessuto o stuoie e graticci, indispensabili soprattutto se l'esemplare è giovane; alla base del fusto si stende uno spesso strato di pacciamatura (corteccia o paglia), coperta con un telo di plastica per ridurre il rischio che il terreno diventi fradicio. Le palme in vaso sono ancora più sensibili al freddo e quasi tutte devono essere traslocate in serra; in alternativa possono svernare sotto una tettoia, in modo da non rimanere esposte alla pioggia invernale.
Per la potatura si veda Potatura delle palme
Palme in città
• L'utilizzo delle palme per viali e parchi urbani trae origine dalla loro facilità di coltivazione e dal fatto che sono prive del fogliame deciduo, presente in altre alberature tipicamente urbane come platani e tigli e in grado di generare alti costi di gestione per la raccolta autunnale.
• La diffusione, elevata dal Lazio in giù, raggiunge punte in Sicilia, dove fa parte del paesaggio, come si vede nelle fiction del Commissario Montalbano. Gli orti botanici di Catania e Palermo sono ricchi di specie e varietà pregiate.
• In Sardegna, a Cagliari, ci sono esemplari maestosi che, finora, hanno risentito meno del problema del parassita punteruolo rosso (si veda Punteruolo rosso: rimedi), che tanti danni sta facendo nel resto dell'Italia.
Scelta delle specie
Si veda La coltivazione delle palme parte dalla scelta delle specie
(maggiori dettagli in “L’estate delle palme”, di L. Lombroso, n.6, 2012)