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Piante aromatiche: salute e cura
Inviato da Redazione GI il 10-05-2012 15:48
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Salvia, rosmarino, timo e in genere tutte le aromatiche estive non temono i parassiti animali ma sono sensibili a quelli fungini, che si installano nelle radici soprattutto se il suolo è troppo bagnato, e sul fogliame in forma di oidio (mal bianco) o di fumaggine. Vediamo insieme come si manifestano e come prevenirli.

 

 

Timo e salvia normalmente hanno un aspetto cespuglioso e, soprattutto il timo, molto folto.

 

• Se notate un ingiallimento delle foglie nella parte bassa della salvia o al centro del cespuglio di timo, forse si tratta di un fungo, Sclerotinia sclerotiorum, che fa seccare le foglie senza però farle cadere. Le piantine hanno alcuni rami secchi che mantengono le foglie ormai essiccate.

 

• La malattia viene favorita da un’elevata umidità dell’aria: le piante sono più vulnerabili se ricevono poca luce, se sono molto fitte e se sono state concimate con molto azoto. Per prevenirla, evitate di coltivare le aromatiche nelle condizioni appena descritte. La prevenzione, infatti, è l’unica soluzione per salvare le piante.

 

• Ci sono fitofarmaci ammessi in agricoltura biologica (a base di ossicloruro di rame) che si possono irrorare sulle aromatiche. Essendo però piante da utilizzare in cucina, sarebbe meglio non trattarle con sostanze: le foglie che porterete in tavola devono essere sane e naturali.

 

• Il consiglio è di eliminare le piante ammalate (prima che ne contagino altre) e di ricomprare la piantina, che comunque costa poco.

 

• Un altro problema tipicamente primaverile è l'oidio, facile sulle foglie di salvia: è una malattia fungina da combattere con un trattamento biologico a base di zolfo e con un migliore arieggiamento delle piante. Viene infatti favorita dal clima caldo e umido, poco arieggiato.

 

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