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Erbe di campo in tavola
Inviato da ItaliaSquisita Redazione il 23-04-2012 12:37
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ErbHosteria, il cui nome è stato inventato dal celebre sceneggiatore e poeta Tonino Guerra, amico di famiglia, è aperta tutto l’anno, ma in settimana bisogna obbligatoriamente prenotare ed essere almeno in dieci per andare. Ma ne vale la pena.






Il menu degustazione è una vera e propria maratona naturale. Prevede infatti quindici antipasti freddi e caldi, tre primi piatti al cucchiaio, tra i quali troverete ad esempio una vellutata con lo stridolo (filene), i ravioli con le ortiche o con altre erbe di campo, gli gnocchi verdi d’ortica con la fonduta e il formaggio di fossa. Infine i secondi di carne, tra cui spesso potrete assaggiare una faraona con tartufo nero e ginepro.

Il tutto per massimo ottanta coperti, spesso riempiti nonostante ErbHosteria non faccia mai pubblicità. Tutti i clienti arrivano per passaparola, soprattutto dalla costiera romagnola, Ravenna, Pesaro e le città più piccole. Ma fra i frequentatori più assidui nei mesi estivi troverete soprattutto americani e inglesi in giubilo che fotografano ogni piatto e rimangono senza parole di fronte a sapori così totalmente nuovi per loro. “Ci hanno inserito su una guida americana senza che noi lo sapessimo - racconta Piero - ed ora vengono spesso turisti con quella guida in mano. Per loro è davvero un’esperienza unica nella vita”.

Per vedere i fiori nel loro splendore, andate a pranzo, perchè di sera si chiudono. E non preoccupatevi per il prezzo. Un pranzo normale, compreso il vino, costa sui 30 euro. Per un tuffo in sapori che raramente avrete mai assaggiato.

 

Crema di Silene (Strigolo)

Ingredienti:
200 gr. di Silene, 200 gr. di Patate, 1/4 di Panna o Latte, 1 Tuorlo, Parmigiano, Brodo, sale e Pepe.

Lessare in poca acqua il Silene, farlo saltare in una casseruola con poco burro e aglio che poi andrà rimosso.
Quando il tutto sarà quasi asciutto aggiungere sale e pepe e circa un litro di brodo vegetale.
Unire delle patate tagliate a dadini e poi farle cuocere.
Frullare il composto e reinserirlo nel fuoco aggiungendo un poco di panna o di latte a un tuorlo d'ovo e al parmigiano.
Versare la crema nel piatto con una spolverata di parmigiano a piacimento e magari decorarlo con le stesse foglioline di Silene.



Tratto da: "Fiori fritti ed erbe di campo sull'Appennino" di Francesce Sironi, Giardinaggio, aprile 2012