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Ravanello: varietà e coltivazione
Inviato da Redazione GI il 20-04-2012 10:07
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È una pianta coltivata da tempi molto antichi, in Cina ma anche in area mediterranea. A testimonianza di ciò potrà sembrare strano riconoscere in uno dei dipinti della piramide di Cheope proprio un ravanello...

 

 

 

 

 

 

 

 

Il ravanello, Raphanus sativus, è apprezzato da molti per  le numerose proprietà, da quella diuretica a quella digestiva e antiscorbutica, ma anche per il sapore inconfondibile, piccante a causa della presenza di olio di senape. Ma il ravanello presenta nella sua composizione anche una discreta quantità di fosforo, ferro, vitamina C e vitamina B.

 

Le varietà sono raggruppabili in tre categorie, a seconda della durata del ciclo di coltivazione. Si distinguono:

- varietà a ciclo breve, caratterizzate da un tubero piccolo e arrotondato, che possono essere raccolte già 3-4 settimane dopo la semina e possono essere seminate indicativamente tutto l’anno, fatta eccezione per i momenti di freddo intenso e gelate.

- varietà estive-autunnali, con un ciclo di coltivazione di circa 6 mesi, caratterizzate da radici allungate di grandezza media

- varietà invernali, con un ciclo di coltivazione di circa 3 mesi, caratterizzate da radici molto grandi.

 

La semina dovrà essere effettuata lasciando una distanza di circa 5 cm fra un seme e l’altro, 10-15 cm nel caso di varietà a ciclo lungo. Si tratta di una pianta con un alto fabbisogno idrico, quindi sarà opportuno non farle mai mancare l’acqua. Si associa bene con pisello e lattuga.

Oltre alla radice, buona cruda in insalata o anche lessata, si possono usare anche le foglie in cucina, ad esempio gustata insieme alle uova in una frittata.

 

di M.Pagani

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