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Dragoncello: coltivazione e proprietà
Inviato da Redazione GI il 23-03-2012 10:56
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Il dragoncello, noto anche con il suo nome francese estragone, è una bella erba vigorosa con piccoli fiori fragranti, riuniti in pannocchie. La specie, Artemisia dracunculus, è originaria delle lontane terre di Russia e Siberia; da essa deriva la varietà francese sterile, che non nasce da seme e può quindi essere riprodotta solo per divisione dei cespi.

 

Coltivazione

Il risultato migliore si ottiene riservando alla pianta una posizione soleggiata e riparata dal vento. Dove gli inverni sono molto rigidi le radici e i cespi, dopo una leggera potatura autunnale, vanno protetti con uno spesso strato di paglia o foglie. Tra cespo e cespo è necessario lasciare circa una quarantina di centimetri. Non va innaffiato molto ed è bene accertarsi che non sussista rischio di ristagno idrico.

 

Raccolta e conservazione

Quando si raccolgono le foglie, non si devono asportare più di due terzi dei rami, altrimenti si blocca la crescita. Per avere sempre a disposizione un prodotto molto aromatico è consigliabile rinnovare la coltura ogni 3 anni. Le sommità fiorite e le foglie dei rametti giovani si raccolgono secondo necessità. I rametti e le foglie si consumano freschi oppure si lasciano seccare appesi in ambienti asciutti, caldi e ventilati, perché se l’essiccazione avviene troppo lentamente, l’erba perde aroma e colore e annerisce o assume un sapore di fieno. Il dragoncello essiccato si conserva in vasi ben chiusi. Purtroppo sia il dragoncello secco che quello surgelato perdono in parte la fragranza tipica delle foglie fresche, dalle note pungenti e pepate.

 

Proprietà e usi

Oltre ad alcune virtù aromatiche, il dragoncello è amato in cucina per la sua capacità di insaporire gradevolmente carni bianche, pesci, crostacei, uova e aceto. Le foglie fresche sono ottime anche per dare un tocco speciale alla più semplice delle insalatine. 

 

La ricetta: salsa al dragoncello

Questa ricetta semplice e antica, è ideale per accompagnare piatti di pollo e di pesce. Mescolate due cucchiai di foglie di dragoncello tritate, uno spicchio d’aglio tritato, un po’ di mollica di pane imbevuta d’aceto bianco e quindi strizzata e un pizzico sale. Impastate il tutto in una ciotola, passate al setaccio (va bene anche un passapatate) e unite lentamente dell’olio d’oliva extravergine, mescolando sino alla densità voluta. Servite la salsa tiepida.  

 

Articolo di Elena Tibiletti

 

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