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Susino: varietà e coltivazione
Inviato da Redazione GI il 16-03-2012 11:58
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Piante da frutto: Susino

Nome scientifico: Prunus domestica

 

 

Appartenenti al genere Prunus, i susini coltivati sono di due categorie: susini cino-giapponesi e susini europei.Tra i frutti che più facilmente possiamo coltivare anche senza essere esperti, regalano due vantaggi importanti: un raccolto generoso e un aspetto estetico affascinante.

 

L'ambiente
I susini cino-giapponesi sono sensibili sia ai freddi invernali sia alle gelate primaverili a causa della precoce fioritura, inoltre il loro basso fabbisogno di freddo li rende adatti alle regioni centrali e meridionali. Al contrario, i susini europei hanno una buona resistenza al freddo e sono maggiormente diffusi nelle zone del Nord. Maturano tardi (tra agosto e settembre), per cui hanno maggiori esigenze idriche: l'irrigazione è una pratica indispensabile per il successo della coltura, soprattutto se il terreno è inerbito. Sono piante rustiche, adattabili anche a terreni argillosi, compatti o umidi, purché non soggetti a ristagni idrici.

 

I portinnesti e l'allevamento
Nella maggior parte dei casi si utilizza come portinnesto il mirabolano, che viene ottenuto da seme e quindi imprime alle piante un certo vigore. Offre i vantaggi di una grande adattabilità ai vari tipi di terreno (anche argillosi, umidi, calcarei) e di essere esente da virosi. Dal mirabolano comune sono stati selezionati diversi portinnesti clonali.

La piantagione va fatta con distanza di 6 x 6 m se le piante sono ad alberetto, e di 4 x 4 m per piante allevate a vaso. Le forme d’allevamento consigliate sono infatti l’alberetto o il vaso o, per ragioni di spazio, la spalliera.

L’innesto si pratica a spacco in marzo, ma su portinnesti di uno-due anni è meglio applicare quello a occhio a gemma dormiente in agosto o a gemma vegetante in marzo.

 

Le varietà
Le varietà di susino in commercio sono molte, differenti a seconda del colore della buccia (gialla o violacea) e dell'epoca di maturazione. Si consiglia il gruppo delle Regine Claudie, con antiche varietà di susino europeo originarie del Medio Oriente. La capostipite del gruppo è Regina Claudia Verde, dai frutti piccoli, sferici, con buccia spessa, polpa spicca, anch'essa di colore verde. Da ricordare inoltre Regina Claudia Viola, di grande vigoria, con frutti a buccia viola, polpa succosa, violacea, con nocciolo spicco; Regina Claudia Diafana, molto vigorosa e produttiva, con frutti giallorosati, polpa gialla, dolce e succosa; Regina Claudia Trasparente, a frutto verde. Altre antiche varietà di susino adatte al frutteto familiare sono: fra le cino-giapponesi, Formosa, che produce frutti grandi che maturano a fine luglio, con gradevole profumo di albicocca; Morettini 243, a frutto viola-rosso, di forma schiacciata ai poli; Burbank, a frutto rosso con forma di cuore; fra le europee, President, a frutto grosso e ovale, viola chiaro; Casalinga, a frutto ovale viola scuro, ma piccolo; Anna Spaeth, con buccia viola scuro e polpa giallo-rossastra in un frutto ellittico.

 

Come coltivare il susino
L'inerbimento del terreno è possibile se si dispone di una buona quantità d’acqua irrigua, specialmente per i susini europei. Un compromesso ragionevole fra la totale lavorazione del suolo e l'inerbimento consiste nel mantenere lavorata soltanto la fila, lasciando crescere l'erba nell'interfilare. La concimazione all'impianto deve assicurare alle piante una buona quantità di elementi nutritivi e di sostanza organica. Nei primi anni di sviluppo si consiglia la somministrazione di azoto, con apporti annuali di 40-80 g/pianta, frazionati in due o più apporti primaverili.

La potatura di produzione è diversa a seconda delle piante. Sui susini cino-giapponesi, che producono sia sui rami misti, sia sui dardi a mazzetto, la potatura è in genere energica (per approfondimenti rimandiamo a Potatura alberi da frutto) e consiste nel diradamento dei rami misti e nell'asportazione di parte dei rami di più anni che portano i dardi. Molte varietà europee, invece, producono prevalentemente sui dardi a mazzetto, presentando un limitato numero di gemme a fiore e una lenta messa a frutto iniziale. Quindi si attua una potatura meno energica, accorciando i rami di più anni che portano i dardi e rinnovandoli gradualmente.

Il susino europeo incomincia a formare i rami a frutto in genere verso il quinto-sesto anno di vita. La fioritura avviene di solito sui mazzetti di maggio, su dardi che nel susino giovane portano le gemme a fiore solo l’anno successivo o anche due-tre anni dopo, mentre nel susino adulto fruttificano l’anno stesso. In certe varietà anche i rametti possono fruttificare, mentre sul Regina Claudia producono solo i dardi. La potatura quindi si effettua soprattutto sui rami secchi, spezzati, malati o indeboliti. Poi vanno tagliati circa a metà della loro lunghezza i rametti e i rami a legno, mentre i polloni vanno tagliati alla base.

Il susino sino-giapponese invece va potato a un terzo sui rami misti e sui rami di più anni che portano i dardi.

 

Malattie e parassiti
È soggetto alla monilia, e i trattamenti con ossicloruro di rame vanno fatti in tre momenti: prima che le gemme fioriscano, quando i petali sono caduti e dopo l’allegagione dei frutticini. Viene colpito dal corineo, per il quale si usa l’ossicloruro di rame quando si ingrossano le gemme. È assalito dagli afidi, contro i quali si impiega il piretro naturale, mentre contro la cocciniglia si utilizza l’olio bianco, e infine contro il verme delle susine si dispongono su alcune piante le trappole a feromoni.

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