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L'ulivo, messa a dimora e potatura
Inviato da Redazione GI il 13-03-2012 15:38
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Dopo l'approfondimento sull'ulivo come pianta forte, ecco alcuni consigli su come posizionarne e curarne uno nel vostro giardino.

 

Mettiamolo a dimora
Dopo aver ripulito il terreno è il momento di effettuare lo scasso, ovvero la buca che ospiterà la pianta. La profondità necessaria oscilla tra 60 e 80 centimetri; se il terreno è molto sassoso e drenante non sarà necessaria una buca troppo profonda; al contrario, con un terreno argilloso, o comunque tendente a creare ristagni idrici, dovremo posizionare dei sassi sul fondo. L'ulivo è molto sensibile al ristagno idrico, un terreno ben drenato permetterà alla pianta di sfruttare un maggiore volume di terra rendendola più resistente alla siccità.

Sarebbe buona norma effettuare una concimazione di fondo pre-impianto a base di fosforo, potassio e sostanza organica così da assicurare un sufficiente apporto di micro e macroelementi in forma assimilabile. La sostanza organica, in genere letame, assicura inoltre una buona struttura al terreno.

Il giorno precedente l'impianto, bagnando la pianta ancora in vaso, sarà più semplice staccare il pane di terra riducendo le lesioni radicali. Dopo aver disposto del terriccio sulle radici affioranti dal pane di terra, possiamo procedere ad interrare la pianta collocandola ad una profondità pari o di poco inferiore al pane.

Comprimere leggermente il terreno e annaffiare quindi con qualche litro di acqua. Se la pianta è molto esile può essere utile collocare nella buca un tutore di lunghezza variabile tra 1 e 2 metri cui fissare con legacci estensibili la pianta.

 

Chioma
Le operazioni di potatura vanno effettuate tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera – da febbraio ad aprile – con eventuale integrazione estiva tra fine agosto e inizio settembre. La funzione principale di questa operazione è quella di assicurare un giusto apporto luminoso e di equilibrare l'attività di produzione di gemme a fiore e gemme a legno. La posizione del ramo nella chioma è correlata alla sua funzione: branche, rami e  germogli esterni alla chioma si sviluppano più rapidamente; i succhioni che crescono verticalmente nella porzione interna sono molto vigorosi e in genere vanno asportati. Anche i polloni che si sviluppano dal piede o dalle radici vanno asportati alla base e mai accorciati.

Passando dalla posizione verticale dell'asse di crescita degli elementi aerei a quella orizzontale, aumenta l'attitudine ad emettere gemme a fiore (attività produttiva) e diminuisce quella vegetativa (gemme a legno) e viceversa. Come già accennato le infiorescenze si formano sul legno di un anno, derivante cioè, dal germoglio dell'annata precedente. 

Esiste una diretta correlazione tra una porzione di apparato radicale e la corrispondente porzioni di chioma in attiva crescita. L'eliminazione, quindi, di una branca aerea porta alla decadenza della corrispondente porzione di apparato radicale e viceversa. In fase di potatura se ne deve tenere conto così da mantenere un'adeguata attività vegetativa in tutte le zone della chioma non attuando azioni troppo decise. Una potatura attenta e bilanciata è molto importante, la forte presenza di succhioni e polloni è, ad esempio, indice di un eccessiva potatura il cui effetto si traduce in una iperstimolazione del''attività vegetativa della pianta.

 

Tratto da "Ulivo: nobile e bello" di Michela Lugli - Giardinaggio, Marzo 2012

 

Ecco il nostro video tutorial sulla potatura dell'ulivo: