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Conserva di pomodoro 50% made in Italy e 50% made in China
Inviato da Simona Monterosso il 18-10-2010 19:00
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Al Decimo Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione è emerso anche questo: le passate di pomodoro Made in Italy che compriamo al supermercato sono fatte con pomodori Made in China, così come le uve dei vini del cuneese provengono dagli Stati Uniti, e i prosciutti del Nord Italia sono fatti con maiali cileni.

Le cifre snocciolate da Coldiretti e Eurispes sono impressionanti: poco più di un terzo della produzione complessiva dei prodotti agroalimentari venduti in Italia e all’estero col marchio “made in Italy” vengono prodotti con materie prime importate, il tutto rispettando le normative vigenti.

Negli ultimi 15 anni l’importazione di prodotti agroalimentari è aumentata del 50% per 30 milioni di tonnellate complessive. Nel 2009 San Marzano, il paese campano padre dell’omonimo pomodoro, ha acquistato circa 160.000 tonnellate di pomodori dalla Cina. La provincia di Cuneo si è impossessata del 94,8% delle 70.500 tonnellate di vini di uve fresche americane, sudafricane e cilene arrivate in Italia, mentre le province di Milano e Modena hanno chiesto quasi 4.000 tonnellate di carne suina cilena per produrre prosciutti.

Inevitabile con queste numeri chiedere l’approvazione della proposta di legge che prevede l’obbligo, oggigiorno inesistente, di indicare nell’etichetta dei prodotti trasformati anche il luogo di coltivazione e allevamento della materia prima. Questo, oltre a preservare l’economia del paese, è importante per la nostra salute, in quanto in parecchie nazioni i controlli sulla salubrità del prodotto sono molto meno rigorosi che in Europa.

Attendendo l’approvazione… meglio coltivare i pomodori nell’orto!

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