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Lithops: i sassi viventi
Inviato da Redazione GI il 08-03-2012 10:48
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Assomigliano davvero a piccoli sassi o pietre, almeno finché non fioriscono: la corolla è sproporzionata rispetto al minuscolo fusto, e anche per questo rappresentano una stupefacente meraviglia per l’appassionato.





 

Appartenenti alla famiglia delle Aizoacee, provengono dal Sud Africa. Le circa 50 specie coltivabili richiedono pochissime cure; sono perciò adatte a chi ha poco tempo o è un po’ distratto... L’imperativo è di lasciarle completamente a riposo durante i mesi invernali: devono rimanere in un locale mediamente luminoso a temperatura compresa fra 5 e 10 °C, del tutto senz’acqua.

 

Dalla fine di marzo si riportano all’aperto, riprendendo con gradualità a bagnarle: non eccediamo mai con l’irrigazione, per non incorrere in marciumi radicali insanabili. Se il vaso appare troppo piccolo rispetto agli esemplari contenuti, procediamo a un rinvaso in una miscela di metà sabbia di fiume e metà terriccio per piante succulente. Da aprile, alla poca acqua aggiungiamo, ogni 15 giorni, una dose di concime liquido per piante grasse: favorirà la fioritura. 

 

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