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Nespolo: coltivazione e cura
Inviato da Redazione GI il 07-03-2012 11:58
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Ecco l’albero ideale per ogni giardino e per i terrazzi, grazioso in ogni stagione e generoso di frutti saporiti.  







Un alberello robusto e facile

 

Offrire forti motivi di interesse, per la bellezza del fogliame persistente, la fioritura e il profumo emanato dai fiori in autunno e in inverno non è un pregio da poco: basterebbero questi motivi per consigliare l’impianto di questo grazioso albero in qualunque spazio verde, dal Sud Italia fino a tutta la Pianura Padana e le zone di bassa collina. Ma le virtù del nespolo giapponese non si fermano qui: anche al culmine del suo sviluppo sarà sempre un alberello poco ingombrante (5-6 m d’altezza per 3-4 m di diametro della chioma), ma dalle dimensioni sufficienti per fare ombra in estate e accogliere sotto la sua chioma un salottino o un’amaca. Può essere piantato senza timore vicino ai muri della casa: le sue radici rimangono in superficie, senza rischio di danni a fondamenta o tubature. Anche nel cuore dell’estate non risente troppo della siccità grazie alle coriacee foglie rugose. Ma non teme nemmeno il freddo, se non quello veramente intenso, che porta il termometro sottozero per diverse settimane di fila: in realtà persino nelle zone alpine riesce a vivere, se viene piantato in un punto protetto e soleggiato, ma difficilmente fiorisce. L’unico problema è che, nei climi con autunno e inverno freddo, dai fiori non si ottengono poi i frutti. Il motivo è legato solo al problema della mancanza di insetti impollinatori; al Nord, api e altri insetti pronubi sono in riposo, e si otterà qualche frutto solo se l’autunno è mite e qualche ape coraggiosa decide di dedicarsi con determinazione alla visita dei fiori. L’unico svantaggio del nespolo giapponese è che non si tratta di un albero longevo: raramente supera i 40, massimo 50 anni di vita.


 

Coltivare il nespolo giapponese

Per una buona produzione dei frutti va coltivato solo nelle regioni meridionali e nelle aree vocate alla coltivazione degli agrumi. In Pianura Padana può essere coltivato a scopo ornamentale, perché la pianta solo di rado riesce a fruttificare. Non ha particolari esigenze in fatto di terreno, ma non resiste sui suoli salini e su quelli tanto pesanti da creare con frequenza ristagni idrici.

 

Le varietà tipiche italiane sono Nespolone di Palermo, Nespolone di Trabia, Marchetto, Sciorta Don Pietro, Vaniglia, Nascuta. A livello commerciale sono utilizzate varietà ibride. L'impianto può essere effettuato utilizzando piantine che sono state innestate tramite innesto a gemma, nelle quali il portinnesto può essere il franco o il cotogno. Ogni albero deve disporre di 25 mq di terreno, quindi le distanze possono essere di 5 x 5 m. Alla messa a dimora è bene somministrare una concimazione organica. Se si utilizza un concime complesso, visto l'elevato fabbisogno di azoto del nespolo rispetto a potassio e fosforo, sarà bene orientarsi verso un prodotto ad alto titolo di azoto, con un dosaggio di 2-3 kg di concime/pianta. In genere sono necessarie tre-quattro irrigazioni prolungate ogni annata, frazionate in due periodi: prima della raccolta (per favorire l'ingrossamento dei frutti) e dopo la raccolta (per stimolare la produzione di gemme).

 

In natura la chioma ha un aspetto globoso e, per rimanere bella, non necessita di potature. Eventualmente, dopo la raccolta dei frutti, si può eseguire una moderata potatura, volta all'eliminazione dei rami seccati e di quelli disposti male nella chioma, senza però eccedere. La raccolta avviene in genere tra aprile e maggio, con una produzione media di 30 kg di frutti per pianta.


 

(tratto da “Nespole, un fresco sapore dimenticato”, di Mara Garan e Elena Tibiletti, n.3, 2008)

 

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