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Piante tintorie: Alkanna
Inviato da Redazione GI il 05-03-2012 12:18
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Dalle sue  radici gli antiche greci estraevano il colore, fatto virare al rosso, per i termometri. In India e in Africa le donne amano utilizzarne la polvere per decorarsi il corpo. Ce n’è una “vera” e una “falsa”, ma entrambe hanno virtù tintorie. Stiamo parlando dell’Alkanna, pianta preziosa.

 

 

 

Si distinguono due tipologie di Alkanna: l'Alkanna Vera (Lawsonia Alba) e l'Alkanna Falsa (Anchusa Tinc.). Ambedue vengono usate in cosmetica e il nome latino proviene da quello arabo, "al hinna", che significa "come l'henna".


La Lawsonia Alba (detta anche Alkanna vera, Alkanna d'Oriente, Enna, Henne), è un piccolo arbusto con moltissimi rami e appartiene alla famiglia delle Litracee. Ha foglie glabre, piccole, ovali e i fiori gialli. Originaria dell'Arabia, è stata coltivata fin dall'antichità in Egitto e altre regioni dell'Africa. Dalle foglie secche si estrae una sostanza colorante che viene utilizzata, soprattutto in Africa e in Medio Oriente, anche per tingere capelli e barba di colore rosso-mogano o biondo rossastro.

In Nord Africa e in India le donne amano disegnare decorazioni elaborate su tutto il corpo sciogliendo la polvere della pianta in una soluzione di tè.

 

La Anchusa tinctoria (detta anche Alkanna Falsa, Anchusa, Orcanetto, Arcanetto, Pseudoalcanna) è una pianta spontanea perenne, sempreverde, della famiglia delle Boraginaceae e nasce nei terreni arenosi dell'Europa meridionale, in Africa mediterranea e in Asia minore. Alta dai 10 ai 30 centimetri, con fiorellino blu porpora in estate, predilige terreni umidi e si raccoglie in autunno.

L'uso dell'Alkanna come pianta tintoria risale fino ai tempi antichi: la utilizzavano infatti sia gli Egizi che i Greci e i Romani. Plinio, nella sua opera Naturalis Historia, vol. XII, XXIII/48, scritto tra il 23 d.C. e il 79 d.C. già ne parla; la ritroviamo anche citata nel manoscritto dell'XI secolo, del persiano Abù-Mansur-bin-Ali-Harawi, che ha permesso agli europei contemporanei di conoscere, oltre all'uso farmacologico, anche le proprietà tintorie di molte piante. Anche Alkanna falsa è comunque stata utilizzata, fino a tempi recenti, come colorante alimentare, cosmetico e farmacologico.

 

Per tingere le fibre naturali si utilizza la radice sotterranea. Questa, in soluzione acquosa o alcolica, dà un liquido rossastro. Il principio colorante è l'alkannina o ancusina, un naftochinone, e si possono ottenere diverse sfumature sia al variare del sale mordente utilizzato (viola con allume, azzurro con acetato di piombo, rosso-bruno con cloruro stannoso) che dalla metodica di estrazione.

 

Fu sintetizzato nel 1818 da Pelletier e poi nel 1936 da Brockmann e oggi lo ritroviamo nel Colour Index n.20 rosso naturale.

 

RICETTA DI TINTURA

 

-        gr.500 di lana

 

-        gr.500 di radice di Alkanna tinc. secca (o gr. 1000 di radice fresca)

 

-        gr.200 di sale di allume

 

Lasciare macerare le radici di alkanna per un ora e poi metterle sul fuoco a bollire per mezza ora, raffreddare e filtrare; contemporaneamente far bollire per un ora la lana con l'allume in un contenitore a parte (mordenzatura); versare il decotto filtrato in un paiolo di rame e immergere la lana facendola bollire per quarantacinque minuti; lasciare poi intiepidire e passare la lana in una soluzione di ammoniaca; risciacquare e asciugare all'ombra.

 

L'Alkanna è una di quelle piante molto sensibili al valore PH (acidità o alcalinità) e ai metalli presenti nell'acqua; si possono così ottenere moltissime sfumature differenti che vanno dal grigio-verde, al viola- lavanda, al rosso porpora.

 

Sfortunatamente il magnifico colore ottenuto è molto sensibile alla luce solare.

 


ASTUZIE

 

Se si desiderano nuance grigio-verdi, lavanda, occorre tingere i filati di lana non mordenzata, in un contenitore neutro (vetro o acciaio), a freddo.

Se invece si vuole ottenere un bel colore viola vivo, estrarre il colore in alcool (una notte) e a freddo, alternare bagni di colore e mordente di allume fino ad ottenere l'intensità di colore desiderata.

 

 

 

Rubrica a cura di

Stefano Panconesi

ASSOCIAZIONE CASA CLEMENTINA

www.associazionecasaclementina.it

 

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