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Ranuncoli: coltivazione e cura
Inviato da Redazione GI il 24-02-2012 11:24
Ranuncolo

Siamo ormai vicini alla primavera. E allora prepariamoci a vederli un po' ovunque, persino lungo i marciapiedi di città e negli incolti che sopravvivono all'urbanizzazione. Stiamo parlando dei ranuncoli, gentili e luminosi.



 

Si tratta di un fiore che si presenta in numerose specie, alcune delle quali sono considerate invasive; altre sono invece più rare, e preferiscono vivere ad alta quota, nei prati freschi e soleggiati di Alpi e Appennini. Altri ancora, invece, sono diffusi nei garden center e nei negozi come fiore reciso: e sono forse quelli più interessanti per chi decide di cimentarsi nella coltivazione di questo genere che conta ben 400 diverse specie annuali e perenni. In mezzo a tanta varietà di specie, il giardiniere appassionato troverà piante interessanti per le bordure e per il giardino roccioso, ma persino per i laghetti: Ranunculus aquatilis è una specie di origine europea e italiana utilizzata come decorazione delle sponde dei laghetti e stagni, dove vive bene grazie alla sua resistenza e capacità di sopportazione del freddo invernale, mentre la specie Ranunculus lingua, dal nome assai curioso, è un'altra pianta per laghetti, capace di alzare gli steli dei suoi fiori gialli fino a un metro e oltre, aprendoli al sole da giugno alla fine dell'estate. Anche questa specie è di origine italiana e può crescere anche in grandi vasi da tenere al sole, con substrato costantemente molto umido o semiacquitrinoso. I ranuncoli che vivono negli stagni sono in genere molto vigorosi ed è opportuno intervenire ogni anno o ogni due anni con la divisione dei cespi se non si vuole assistere a uno sviluppo poderoso, capace di mettere in crisi le piante vicine.

 

I ranuncoli asiatici e quelli di casa nostra

Fu Plinio, il celebre scienziato morto nell'eruzione di Pompei, a scegliere il nome Ranunculus, che proprio alla rana fa riferimento, in quanto molte specie amano i terreni paludosi dove vivono gli anfibi. Ma non tutte le specie presentano questa caratteristica. Il ranuncolo asiatico preferisce terreni asciutti, moderatamente umidi e comunque non fradici, mentre Ranunculus glacialis, una specie tipica delle Alpi utilizzata nei giardini rocciosi, preferisce un suolo ben drenato. Altre specie, come il curioso Ranunculus acris 'Multiplex' presente nel catalogo Priola, gradisce un suolo moderatamente umido e soleggiato, dove alzare gli steli gentili e leggeri sui quali si aprono i larghi fiori gialli: una vera delizia per le bordure soleggiate.

 

Qualcosa di affascinante

Coltivare i ranuncoli non è proprio facilissimo. È una di quelle piante che richiedono un poco di attenzione e di pazienza, anche se si possono ottenere soddisfazioni di lungo termine con le specie da bordura. Un poco più difficili sono quelle bulbose, tra le quali ci sono veri gioielli come Ranunculus 'Blackcurrant', una varietà che forma enormi corolle di un colore profondo molto simile a quello dei mirtilli, o 'Clementine', dall'arancione intenso e vivace. Molto d'effetto anche le varietà del gruppo 'Picotee Mix', forse più facili per la loro resistenza e la capacità di fiorire bene anche con una piantumazione fitta. Ma vediamone ora in particolare uno: il ranuncolo asiatico.

 

Il ranuncolo asiatico passo dopo passo

• Il ranuncolo asiatico è, nonostante il nome, originario anche del bacino del Mediterraneo, in quanto la specie è presente in alcune zone collinari della Grecia anche se il territorio in cui esso è maggiormente diffuso in natura è l'Asia Minore e la Turchia.

• In primavera forma un ricco tappeto di fiori azzurri, o bianchi (come nella varietà ‘White Splendour’), azzurro pallido, malva, rosa e persino blu-porpora (‘Violet Star’).

• Questa specie con radici tuberose è stata lungamente lavorata dai vivaisti e ibridatori che hanno ottenuto una ricca gamma di tipologie a fiore doppio, che trovano impiego anche nel campo dei fiori recisi.

• Nelle zone a clima mite la fioritura avviene da aprile in poi, mentre dove il clima è fresco, per esempio nelle zone di alta montagna, nei giardini e in vaso, sboccia a giugno-luglio.

• I tuberi si piantano in ottobre in suolo molto drenato e misto a sabbia, non deve mai rimanere asciutto. L'esposizione richiesta è al sole, riparato dal vento che può spezzare gli steli. Apprezza il sole a primavera, ma quando la stagione avanza è utile che vi sia una protezione dal sole troppo forte.

• Poco sensibile ai parassiti, è però facilmente colpito dal mal bianco nei climi afosi e umidi, dove manca un buon ricircolo d'aria. La muffa bianca si diffonde sui boccioli e sul fogliame.

 

(maggiori approfondimenti su Giardinaggio n.3 2012, nel servizio a cura di Lorena Lombroso)

 

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