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Parassiti e malattie del cavolfiore
Inviato da Redazione GI il 15-10-2010 18:00
Cavolfiore

La Brassica Oleracea è una delle orticole più coltivate in Italia, in particolar modo nella zona centro-meridionale. L’Italia è il secondo produttore europeo subito dopo la Francia, mente a livello mondiale ne sono grandi coltivatori l’India, la Cina e gli Stati Uniti. Di origine incerta, sappiamo che il cavolfiore arrivò in Toscana nei primi anni del Settecento, come testimoniano alcuni quadri medicei in cui Cosimo III riceve in dono questo ortaggio.

I cavolfiori vengono coltivati in climi miti e freschi con temperature mai al di sopra dei 20°. Temperature molto basse causano l’arresto della formazione dell’infiorescenza, la parte commestibile della pianta.

La raccolta del cavolfiore avviene in autunno, quando lo sviluppo delle infiorescenze è ormai completo, ma prima che i fiori comincino a separarsi, e comunque sempre prima delle gelate.

I cavolfiori possono essere attaccati da malattie e parassiti in qualsiasi momento del ciclo vitale.

Tra i parassiti del cavolfiore ci sono maggiolini, cavolaia e mosca del cavolo, che attaccano e si nutrono delle foglie, facendole seccare. La mosca del cavolo depone le sue uova in prossimità delle piante; al momento della schiusura le larve si insediano nelle radici e provocano la morte del cavolfiore. Le larve possono colpire anche radici e colletto (l’agrotide, ad esempio) e distruggere l’intero raccolto. Gli afidi cerosi, invece, provocano l’arricciamento delle foglie e la malformazione delle gemme. Per combattere questi attacchi bisogna ricorrere all’uso di antiparassitari o prodotti a base di piretro e diozinone.

Ernia del cavolo (piccole escrescenze sul fusto che fanno marcire la pianta), alternariosi delle crucifere (necrosi che colpiscono la pianta), marciume del cavolo a partire dall’ingiallimento delle foglie sono alcune crittogame che possono essere prevenute con terreni drenanti ed evitando ristagni d’acqua. Se dovessero manifestarsi quando la coltura è in stadio avanzato, è preferibile intervenire con fungicidi a base di zolfo e ziram.

Oltre a parassiti e malattie, i cavolfiori possono subire alcune alterazioni come:

- bottonatura: il passaggio dalla fase vegetativa a quella riproduttiva è prematuro e porta alla formazione di piante piccole. Spesso è causato da temperature basse ed ambiente umido o molto secco, salinità del terreno, scarsezza di azoto, presenza di malerbe.

- peluria: precoce comparsa di strutture floreali derivante da temperature elevate, eccesso di azoto ed umidità dell’aria.

- virescenza o frodoscenza: comparsa di foglioline sulla superficie del corimbo (quindi nella parte commestibile). Avviene quando la fase vegetativa si accavalla a quella riproduttiva. Spesso avviene con temperature superiori ai 18°.

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