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Villa Pisani: un labirinto per imparare a scegliere
Inviato da Redazione GI il 12-01-2012 19:54
Labirinto_dallalto

Un percorso nel labirinto prepara i bambini ad affrontare i bivi della vita. Una passeggiata nel parco proietta la mente sui fasti del settecento veneziano. Una visita alla collezione di agrumi apre la conoscenza a varietà mediterranee ed esotiche. Villa Pisani (che si trova a Stra, in provincia di Venezia) schiude i suoi segreti attraverso attività didattiche e interattive, con un piede nel presente e uno nel passato.

 

Sarà la strada giusta? La mente si interroga, gli occhi memorizzano, i piedi tentennano. Di fronte alle spesse pareti vegetali c’è poco da fare, bisogna affidarsi al proprio intuito e alla capacità di osservazione per uscire dal labirinto. Quello di Villa Pisani, progettato nel 1720 da Gerolamo Frigimelica, è uno tra i più famosi e meglio conservati d'Europa. I suoi nove cerchi concentrici di siepi (un tempo di carpini, ora di bosso) erano luogo di divertimento e di giochi amorosi durante i periodi di villeggiatura delle nobili famiglie veneziane. E ancora oggi accolgono visitatori curiosi e bambini audaci che vogliono cimentarsi nel raggiungimento della torretta centrale, sorvegliata dalla statua di Minerva, dea della ragione e protettrice di tutte le arti, e scalarne le due scalette elicoidali. Possono così osservare dall’alto i propri compagni di gioco, incitarli alla giusta scelta e farli uscire dall’impasse delle strade cieche. Entrare e uscire da un labirinto racchiude però un significato che va al di là del contingente. “Ha sempre richiesto spirito di osservazione, capacità di orientamento, e propensione a superare le difficoltà in un tempo variabile, qualità diverse in ciascun individuo” spiega l’architetto Giuseppe Rallo, responsabile del museo e dei servizi educativi di Villa Pisani. “Non è difficile scorgere in questo impegnativo percorso un parallelo ideale con il cammino della vita dell'uomo e, più in profondità, con il raggiungimento di una maggiore coscienza e conoscenza simboleggiate dal centro del labirinto. Dopo tale rigenerazione dell'anima, l'uomo rinnovato può agevolmente ritornare all'esterno e ritenere conclusa questa fase del proprio miglioramento spirituale.” Tornando invece ai bambini l’architetto è sicuro: “questo percorso li affascina perché li porta a fare i conti conuno dei problemi più pressanti della crescita, ovvero quello della scelta, ben sapendo che solo una delle due vie che si biforcano di fronte a loro è quella giusta. L’altra, invece, li porterà inevitabilmente a sbagliare strada e a cadere nel vortice implacabile dell’errore! Fino a quando un adulto più saggio di loro o un coetaneo mosso da profonda amicizia non li guiderà dall’alto della sua ragione (la torretta) all’uscita del labirinto e al superamento finale della prova”.


 

 

Indietro nel tempo

Non si vedono solo gli angeli custodi ma anche le fate nei giardini di Villa Pisani. Svolazzano per l’immenso parco di impianto settecentesco lasciando accanto ai luoghi più suggestivi poesie sul mondo vegetale e floreale. I bambini le raccolgono e le leggono a voce alta cercando di individuare il soggetto contemplato dalla poesia o filastrocca. Così facendo apprendono le varie specie vegetali e si emozionano sotto i rami bicentenari della Maclura pomifera, sgranano gli occhi di fronte alle protuberanze dei cipressi calvi e si tappano il naso in prossimità dei frutti femminili diGinkgo biloba, dall’involucro carnoso che, una volta marcito, provoca un proverbiale odore nauseabondo.


Col naso tra gli agrumi
Tra il 1814 e il 1866 la Villa passa sotto la proprietà degli Asburgo che prestano grande attenzione  alla botanica in vaso e in terra. Durante il periodo austriaco furono infatti costruite le serre e inseriti nel parco grandi esemplari arborei. Una montagnola artificiale fu realizzata nella parte orientale nel 1853, a seguito del fallito attentato contro l'imperatore Francesco Giuseppe da parte di un indipendentista ungherese, come ricorda l'iscrizione incisa sull'obelisco commemorativo.
Un cancello ottocentesco, sorvegliato da due cani in pietra d'Istria, dà accesso invece a uno spazio destinato all'esposizione e alla coltivazione degli agrumi in vaso. Dall'orangerie di Villa Pisani partivano spesso carichi di piante destinate ai giardini di Schönbrunn e alle serre dello zar di Russia a San Pietroburgo. Da aprile a ottobre una ricca collezione di piante di agrumi viene ancora oggi collocata lungo i sei viali prospettici e lungo il viale circolare che li interseca: limoni, arance, ma anche specie esotiche come il bergamotto, il chinotto, il pummelo, il Poncirus trifoliata e la Severinia bussifolia si alternano a varietà di aranci amari, alcune delle quali discendenti da antenati settecenteschi. Durante i mesi più freddi le piante trovano riparo all'interno della vicina grande vaseria, ma il loro profumo pervade l’ambiente di note così intense e agrumate che anche i bambini ipovedenti possono apprezzarle mettendo in campo tutta la loro esperienza tattile e olfattiva.


Per info: www.villapisani.it

 

Dove dormire..

Villa Emy

Via Capeleo 42

Stra (VE)
Tel: 049 9800714

www.villaemy.it

 

Risale al 700 anche questa elegante villa, perfettamente restaurata e arredata con mobili d'epoca e pezzi più moderni. Circondata da un ampio giardino, dove convivono un roseto e un frutteto, Villa Emy è un ottimo punto di partenza per escursioni lungo la Riviera del Brenta, in bici o a cavallo, data la sua prossimità a un maneggio. Emy e Paolo danno il benvenuto anche agli animali domestici, purchè si dimostrino tolleranti con i due gattini che vivono in giardino.

 

.. e dove mangiare

Osteria da Caronte
Via Dolo 39 
Stra (VE) 
Tel. 041 412091

www.osteriadacaronte.it

 

È  la classica osteria di campagna con le sedie impagliate, le travi a vista e un decoroso caminetto oltremodo funzionante. Qui si possono degustare i piatti più tipici della cucina veneta, come i bigoli in salsa d'acciughe (nella foto), gli spaghetti alle vongole di laguna, le seppie in tocio nero, la frittura mista con moeche e canestrei fritti, ma anche i tortelloni ai semi di papavero e il timballo di verdure con casatella e polenta. D’estate, un tocco di magia viene offerto dalla terrazza a ridosso del fiume. Lo scorrere lento dell'acqua, il fresco degli alberi, il tenero volo delle anitre contribuiscono a far dimenticare lo stress e ad apprezzare l'antica via che animava la Riviera del Brenta al tempo dei Dogi Veneziani.


tratto da "A Villa Pisani si impara a scegliere", di S.Salvaderi, n.12, 2011

 

(Foto su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali)

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