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Piante grasse in fiore: meraviglia
Inviato da Redazione GI il 12-01-2012 19:50
Echeveria

Se la forma delle piante succulente è il primo aspetto che attira l’attenzione, la loro fioritura è lo spettacolo eccezionale che tutti desiderano.

 

 Di norma ogni pianta grassa arriva a fiorire, prima o poi, ma esistono gradi diversi di difficoltà da affrontare, a seconda del tipo di pianta con cui si ha a che fare.


 Le piante grasse sono organismi abituati a risparmiare su ogni possibile spreco d’acqua. Le foglie trasformate, gli adattamenti fisiologici, la dura scorza protettiva sono tutti espedienti che consentono la sopravvivenza in ambienti ostili, in cui la secchezza dell’aria e del terreno è il primo fattore limitante la loro esistenza.


 Per gran parte della loro esistenza queste piante sono impegnate ad assorbire la poca acqua disponibile e a conservarla, ma a un certo momento è necessario investire le risorse per assicurarsi una discendenza, attraverso la fioritura e la produzione di semi.


 Le piante succulente, con poche eccezioni, sono perenni che necessitano di un periodo variabile, da uno a moltissimi anni per raggiungere la maturità riproduttiva e, in seguito, sono in grado di fiorire ogni anno fino al termine della loro esistenza.


 Per assicurare il perpetuarsi della fioritura a ogni nuova stagione, ogni pianta è “programmata” per sprecare una quantità di acqua e sali nutritivi sufficienti alla produzione dei semi, ma non in misura eccessiva, tale da mettere a repentaglio la sua stessa esistenza.


 Quindi, se le piante sono ben nutrite, idratate e ben illuminate in condizioni climatiche favorevoli, sono in grado di produrre fioriture ricchissime, mentre se sono mal nutrite, poco bagnate, mantenute in condizioni di cattiva illuminazione e in ambienti malsani saranno restie a fiorire. Caso particolare è quello delle piante che hanno subito shock da freddo o di altro genere, in cui si crea un istinto alla sopravvivenza che le porta a fiorire ugualmente, nel tentativo di produrre semi con cui perpetuare la specie.


 Le condizioni da rispettare per agevolare la fioritura sono le seguenti: conoscere il periodo specifico di fioritura, in modo da preparare la pianta all’evento; somministrare concimazioni a basso tenore d’azoto (che inibisce la fioritura) e ad alto tenore di fosforo e potassio (che la stimola); osservare una corretta coltivazione (disinfestazioni contro le cocciniglie delle radici e del fusto, trattamenti anticrittogamici contro i marciumi); dosare la giusta luminosità (evitare scottature o carenze di luce); osservare il giusto periodo e regime di annaffiature, per evitare che la pianta soffra sia dagli eccessi che della mancanza d’acqua; conoscere il luogo di provenienza della specie, per imitare gli andamenti termici stagionali che possono stimolare la fioritura (certe specie fioriscono se hanno attraversato periodi invernali con temperature attorno allo zero).


 Le specie di grossa taglia sono, generalmente, quelle che richiedono più tempo per fiorire, come succede al grusone (Echinocactus grusonii), che deve compiere almeno trent’anni.


 Tra le piante nane, le più facili sono la mammillaria, gli echinopsis, le lobivia e altre succulente come le echeveria, le crassula, le piccole euforbie e moltissimi mesembriantemi.


 Tra le piante di media grandezza sono spettacolari le fioriture di Epiphyllum, dei piccoli Ferocactus, degli Echinocereus e dei Trichocereus nani.


 Giungendo alle piante di stazza maggiore si arriva alle incredibili fioriture dei grandi cactus a candelabro, come CereusEspostoaTrichocereus giganti, Ferocactus Echinocactus.


 Quando si approda alle grandi piante, coltivabili solo in serre speciali di notevole altezza, in piena terra e con climatizzazione adeguata, i problemi si risolvono con l’automazione del ricovero. Richiedono questa sistemazione i grandi esemplari di NeobuxbaumiaColeocephalocereus,Vatricania, il saguaro (Carnegiea gigantea), Pachycereus Oreocereus pasacana.


 In alcuni casi, tuttavia, alle nostre latitudini è economicamente impossibile riuscire a far raggiungere la maturità a specie assai difficili e praticamente sconosciute in coltivazione, come Backebergia militaris del Messico meridionale e Jasminocereus thouarsii delle Isole Galapagos, piante che crescono solo in luoghi e climi del tutto particolari.  

 

Piccoli consigli di salute

• Controllare una volta a settimana che le vaschette degli umidificatori siano piene d’acqua.

• Vaporizzare le piante a foglia lucida ogni giorno, con acqua decalcificata.

• Bagnare solo quando il terriccio è asciutto a 3-4 cm di profondità.

• Controllare che nei coprivasi non ristagni l’acqua: svuotarli almeno una volta a settimana, se necessario.

• Somministrare solo acqua lasciata riposare in un annaffiatoio per almeno 24 ore, in modo che il calcare si depositi sul fondo; naturalmente l’annaffiatoio non deve essere del tutto svuotato.

• Pulire con una spugnetta le foglie grandi e lucide una volta al mese: basta solo un po’ d’acqua per rimuovere la polvere dei termosifoni.

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