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Giardino in pendenza
Inviato da Redazione GI il 12-01-2012 19:35
Banaue

In un Paese come il nostro caratterizzato da vaste aree collinari, il problema dei giardini in pendenza è frequente: le soluzioni possono essere molto gradevoli.

 

Pendio, scarpata: situazioni comuni in Italia dove le colline prealpine, l'Appennino e le zone costiere creano a volte problemi di gestione del giardino. In realtà il giardino su pendenza diventa facilmente affascinante; è proprio la natura diversificata del suolo a creare condizioni gradevoli per allestire scene vegetali e architettoniche di grande impatto.


Un problema antichissimo

Fin da epoche lontanissime l'uomo si è trovato di fronte alla necessità di sfruttare a scopo agricolo le zone montuose in forte pendio. In Estremo Oriente le risaie formano spettacolari scenari nei quali l'azione antropica si evidenzia come un'opera di arte paesaggistica.

Tra le più affascinanti ci sono le terrazze a riso di Banaue, scavate ben 2000 anni fa sulle montagne dell'isola di Luzon nelle Filippine; ovviamente all'epoca le tecniche di scavo erano elementari e gli attrezzi si limitavano a pale e vanghe, solo successivamente furono introdotte le carriole. Le terrazze di Banaue sono solcate da un antico sistema di irrigazione, proveniente dalle foreste pluviali che si trovano a monte delle terrazze. Oggi sono inserite nell'elenco dei Patrimoni dell'Umanità dell'UNESCO.


Soluzioni fai da te per allestire un pendio

Il problema maggiore nella gestione di un terreno in pendenza consiste nel fermare l’acqua e la terra che tendono a scivolare verso il basso, cioè il ruscellamento e l’erosione superficiale, che una volta divenuti una realtà impediscono di coltivare con successo perché il terreno è instabile e impoverito. Purtroppo questa situazione è comune nei nostri ambienti naturali, quando viene effettuato un disboscamento per ragioni di produzione del legname o a seguito di un incendio. In giardino, oltre a scegliere conifere e specie arbustive in grado, con il loro apparato radicale, di consolidare il terreno, è possibile adottare alcune contromisure strutturali. Per esempio si possono creare dei mini-terrazzamenti tenuti in sede da paletti in legno d’abete o castagno, trattati con impregnante non tossico, per una profondità di almeno 30 cm (dipende dall’estensione della zona: la parte frontale rivolta verso la scarpata dovrà trattenere tutto il peso della terra sovrastante), emergenti dal suolo per almeno 50 cm. Assicurate la base nella porzione anteriore e agli eventuali angoli con grosse pietre. Colmate con la terra scavata il dislivello nel terrazzamento, e piantatevi arbusti o erbacee perenni con apparato radicale esteso; nelle zone costiere ottima la macchia mediterranea (ginepro, lentisco, corbezzolo, alloro, mirto) mentre in collina e montagna si utilizzano le conifere, la buddleja, la ginestra, il lillà, il sorbo ecc. Su aree estese è importante una vera e propria azione di rimboschimento con specie arboree locali.

 

Le bio-stuoie e i giardini rocciosi

Le bio-stuoie preseminate costituiscono un’efficace tecnica di ingegneria naturalistica per il controllo dell’erosione del suolo, il consolidamento di pendii, la stabilizzazione di scarpate e il rinverdimento di terreni. Le biostuoie sono veri e propri strumenti antierosione, pratiche e veloci da tagliare, modellare e stendere; nella maggior parte dei casi, non richiedono mezzi di ancoraggio per essere fissate al terreno. Inoltre regolano la temperatura del suolo riducendone l’evapotraspirazione e ostacolano lo sviluppo di erbe infestanti. Il tessuto che le compone è naturale e biodegradabile. Le bio-stuoie sono particolarmente indicate per giardini naturalistici e per allestire scarpate inerbite, ma se volete realizzare una composizione fiorita conviene pensare a un giardino roccioso, per la cui realizzazione, se la pendenza è accentuata, conviene affidarsi a un team specializzato.

 

Un aiuto se la pendenza è accentuata

Una serie di elementi in legno può essere utile per risolvere una situazione di pendio molto accentuato. Si utilizzano dei paletti robusti in legno impregnato, appuntiti in modo da facilitare l'inserimento nel terreno e sufficientemente lunghi da garantite la tenuta in funzione del tipo di terreno.  

I paletti sostengono le traverse grazie alle quali si formano brevi terrezzamenti nei quali coltivare arbusti con un apparato radicale di forte tenuta: il salice nano, le eriche e le callune, le Daphne, il ginepro, Cotoneaster adpressus C. microphyllus. Fra le erbacee, l’iperico, Thlaspi, Cerastium, le sassifraghe, una tappezzante come la pervinca. Tra le graminacee date la vostra preferenza a festuche e Carex che hanno radici profonde.


(tratto da “Giardino in pendenza” di L.Lombroso, n.11, 2011)

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