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Pernettya: coltivazione e cura
Inviato da Redazione GI il 12-01-2012 19:29
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Con un nome curioso che deriva da quello del monaco benedettino illuminista, Antoine Joseph Pernetty, che la importò dal Cile, Pernettya mucronata viene oggi ampiamente coltivata soprattutto nella varietà "Rosea", le cui bacche hanno un vivace colore che talvolta vira al viola.

 

Si tratta di una pianta parente delle eriche: è stata infatti catalogata nella famiglia delle Ericacee, e come tutte le specie di questa famiglia ha una propensione per i terreni privi di calcare, leggeri e fertili, come quelli che trova nelle sue zone d'origine, boschive e popolate da conifere i cui aghi provvedono, durante la decomposizione, ad arricchire il terreno di sostanza acida.  

 

Come coltivarla  
Piccolo arbusto sempreverde dal portamento cespuglioso e compatto, la pernettya ha piccole foglie appuntite che le sono valse il nome inglese di 'prickly heat', testa spinosa, anche se in realtà la pianta non è affatto spinosa. Si sviluppa in altezza fino a poco più di un metro ma normalmente le piante che vengono commercializzate in autunno sono di piccola dimensione, non oltre il mezzo metro, ideali quindi per vasi e fioriere.  

 Come coltivare la pernettya in vaso
Soprattutto se in giardino il terreno non è sufficientemente acido o, peggio, è calcareo, la coltivazione in vaso rappresenta l’unico modo per godere di questa graziosa piantina. Scegliete un contenitore in plastica, di diametro di 24 cm per una pianta alta 30 cm e rinvasatela ogni due anni in una misura in più, utilizzando un substrato acido, torboso, fertile, umido e ben drenato (perfetto il terriccio per acidofile che si trova in commercio).

Fate molta attenzione al drenaggio anche sul fondo del vaso: dovendola annaffiare spesso per mantenere la giusta umidità, è però necessario che l’acqua in eccesso possa scolare dal fondo del vaso, per evitare il marciume radicale, segnalato da un improvviso appassimento e deperimento della pianta, in genere irreversibile.

Tenetela in ombra luminosa, al massimo a mezz’ombra nelle zone più fredde ma mai in piena estate. La pernettya (o gaultheria) infatti non tollera il caldo ed è poco indicata nel Sud, soprattutto costiero: la sua temperatura ideale spazia tra –15 e +25 °C; resiste quindi al gelo senza nessuna precauzione.

Tra maggio e settembre deve essere annaffiata con regolarità e in abbondanza, riducendo molto le annaffiature nei restanti mesi e operando sempre appena prima che il terriccio si sia asciugato; utilizzate solo acqua decalcificata. Concimatela in aprile e in settembre con un prodotto granulare a lenta cessione per acidofile. Non va potata, solo se è necessario riformatela per ridurre l’ingombro, in febbraio.

 

Come ambientarla
Si utilizza sia in giardino sia in vasi di buona dimensione; è idonea per il giardino roccioso o per formare basse siepi e bordure. Vuole un’esposizione soleggiata o in mezz’ombra. La messa a dimora deve osservare una distanza di 80 cm in giardino e di 30 cm in vaso. Esige un suolo acido, fertile e umido, vive bene al sole in autunno e anche mezz'ombra in estate, per ripararla dalla temibile aridità. Le annaffiature saranno regolari, più abbondanti in primavera- estate e contenute d’inverno per evitare che il terreno rimanga intriso d'acqua.  

 

Le cose da sapere
I fiori tardo-primaverili sono bianchi o rosati seguiti da bacche molto decorative. La pianta è dioica: le bacche appaiono sugli esemplari femminili se nelle vicinanze c'è una forma maschile, che normalmente non produce frutti: ma talvolta gli esemplari maschili sono curiosamente androgini e producono anch'essi qualche bacca.

 

Da abbinare a...
• Essendo un'Ericacea, la pernettya ha affinità con le sue "parenti", come l'erica che ben si accosta anche in fatto di bellezza stagionale.

• Bene anche l'accostamento con la cugina Gaultheria procumbens, che viene spesso coltivata anche come pianta da giardino (mentre la pernettya è molto spesso utilizzata prevalentemente in vaso).

• In autunno è splendido l'accostamento con altre specie da bacca quali il piracanta, i viburni, le roselline da bacca e la skimmia.

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