Video in primo piano
PONI UNA DOMANDA
il fiore
Gi
Aphelandra: coltivazione e cura
Inviato da Redazione GI il 12-01-2012 19:26
Aphelandra

Originario del Messico e di Panama, il genere Aphelandra giunse in Europa nel secolo scorso come pregiata e rara specie da serra. Vediamo insieme come coltivarla.


Oggi l'afelandra è ampiamente coltivata come pianta ornamentale e da regalo, apprezzabile sia per il suo fogliame verde o più spesso rigato in bianco avorio, sia per la curiosa fioritura interessante sia in A. squarrosa, giallo oro, rossa o arancione, sia nella splendida Aphelandra sinclairana, nota anche come "regina di Panama" (stranissimi fiori rosa intenso), meno diffusa anche per le sue maggiori esigenze in fatto di clima che deve essere caldo e umido, senza correnti d'aria e luminoso.


Come coltivarla

L'afelandra cresce in vasi piccoli o medi, non ha grande espansione radicale, ma conviene comunque rinvasarla dopo l'acquisto in un vaso un poco più largo e profondo, con tre dita di argilla espansa sul fondo e con l'impiego di terriccio universale di alta qualità. Si annaffia con moderazione durante la fase di riposo, quando non è in fiore, maggiormente durante la fioritura e la vegetazione, da aprile a settembre. Richiede frequenti cimature del germoglio apicale per restare compatta dopo la fioritura e prima che si formino nuovamente i boccioli ed è utile, dopo l'appassimento dei fiori, ridurre l’altezza di un terzo, per stimolare l’emissione di nuovi getti laterali. La temperatura ideale è fra 18 e 22 °C, ma tollera fino a 10 e 24 °C. Al freddo le foglie gelano irrimediabilmente, mentre con il grande caldo la pianta rallenta lo sviluppo.


Come ambientarla

Preferisce una zona luminosa, ma senza raggi diretti del sole. In estate può stare all’aperto all'ombra, in zona non ventosa e dove sia possibile mantenere elevata umidità atmosferica. Gradisce infatti l'umidità ambientale ed è opportuno spruzzarla spesso, meglio se con acqua piovana o minerale non gassata.


Attenzioni speciali

La pianta teme molto il ristagno idrico radicale: dopo ogni innaffiatura attendere 15 minuti poi svuotare il sottovaso e bagnare nuovamente quando il terriccio è quasi asciutto. Afidi, cocciniglie e ragnetto rosso sono i possibili nemici, da combattere con i prodotti specifici.

CRESCIAMO INSIEME
CERCA NEL PORTALE
LA RIVISTA