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Chiude un quarto della produzione italiana di fiori recisi
Inviato da Redazione GI il 05-10-2010 12:22
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Grande appello della Confederazione Italiana Agricoltori: il mercato floricolo nazionale ed europeo è in forte crisi. In Italia negli ultimi cinque anni la coltivazione di fiori recisi è crollata del 26% causando la perdita di centinaia di ettari di produzione e andando a colpire soprattutto le strutture serricole. Grave, ma più limitata, la situazione in Europa: la Spagna ha perso oltre il 12% della superficie di produzione, la Francia ha chiuso la coltivazione su 700 ettari, mentre l’egemone Olanda ha abbandonato più di mille ettari prima dedicati ai fiori recisi.

Le cause della crisi sono da attribuire alla crescita dei costi (lo scorso novembre è stato soppresso il bonus gasolio per la produzione agricola) e alle importazioni massicce da paesi terzi, avvantaggiati da migliori condizioni climatiche e dal bassissimo costo della manodopera (in alcuni paesi africani è addirittura 15 volte inferiore al costo europeo). Per quanto riguarda la produzione toscana, questa non riesce a competere con la produzione di rose del Kenya, le quali stanno causando la chiusura di numerose produzioni. A questo proposito, Andrea Del Carlo della Cia regione Toscana evidenzia la mancanza di una strategia nazionale per il settore floricolo e la necessità di un confronto regionale per la riorganizzazione dei mercati e il sostegno al settore, anche alla luce della formazione dei bandi di filiera previsti dal Piano di sviluppo rurale.

Durante una sessione della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo presieduta da Paolo de Castro, è stato illustrata la gravità della situazione e sono state avanzate delle richieste di intervento riguardanti la revisione delle politiche comunitarie che prevedono facilitazioni e sostegni per le aziende che investono al di fuori del mercato europeo. Sono emerse, inoltre, la necessità di una regolamentazione del flusso di import di fiori recisi e l’intensificazione dei controlli sanitari per le merci in ingresso, come già avviene per le merci europee che vengono esportate verso paesi non Ue. Indispensabile anche l’incremento di strumenti di sostegno per il mercato florovivaistico, e la concessione di agevolazioni sull’accisa gasolio, particolarmente importante per le produzioni nel nostro Paese.

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